Romina Power: "Ylenia è viva, per me è stato un dolore immenso"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un'intervista concessa al programma "Verissimo", Romina Power ha scelto di affrontare pubblicamente, con parole tanto lucide quanto cariche di sofferenza, il mistero che da trent'anni avvolge la scomparsa di sua figlia Ylenia Carrisi. La donna, scomparsa a New Orleans il 6 gennaio del 1994 quando aveva appena ventitré anni, rimane al centro di una vicenda che, nonostante il trascorrere del tempo e le indagini giudiziarie, continua a interrogare e a lacerare. Power, senza concedere nulla alla retorica, ha dipinto un quadro di quel periodo angoscioso, descrivendolo come "un dolore immenso", ma ha al tempo stesso tenuto a sottolineare come la speranza, per lei, non si sia mai sopita. "Penso che sia ancora viva", ha dichiarato con fermezza, una convinzione che l'accompagna ininterrottamente da quel giorno di gennaio, alimentata da un legame che va al di là di ogni constatazione burocratica o giudiziaria.
Le critiche alle indagini e un ricordo personale
Nel corso della conversazione, Romina Power non ha mancato di esprimere forti perplessità riguardo alle modalità con cui le autorità americane condussero le prime fasi delle ricerche. Secondo il suo racconto, infatti, la polizia locale "ci ha raccontato la qualunque", una frase lapidaria che racchiude anni di frustrazione per una verità giudiziaria rimasta sfuggente e per una sensazione di incompletezza che permane. La cantante e scrittrice ha poi condiviso un episodio personale, seppur di tono diverso, riguardante l'ex marito Al Bano, il cui vero nome è Albano Antonio Carrisi. In un incontro dopo alcuni anni di distanza, questi le avrebbe suggerito, secondo quanto da lei rivelato, di ricorrere a qualche "ritocchino" estetico, una proposta alla quale Power ha risposto con un rifiuto netto e senza ambiguità, affermando di non avere tempo per simili interventi e di accettarsi per com'è.
Un libro per raccontarsi e il peso di un'assenza
L'occasione dell'apparizione televisiva è stata anche quella per presentare al pubblico il suo ultimo libro, intitolato "Pensieri profondamente semplici", un'opera nella quale riversa parte della sua riflessione esistenziale. Tuttavia, il fulcro del discorso è rimasto inevitabilmente legato a Ylenia, la cui assenza viene percepita dalla madre in modo particolarmente intenso in alcuni periodi dell'anno. Nonostante le ipotesi, le indagini e il passare del tempo, Romina Power vive con la sensazione che sua figlia possa tornare, una speranza che si riaccende con forza in occasione delle festività natalizie, periodi nei quali, come ha confessato, l'attesa si fa più acuta. Il suo non è un discorso costruito su teorie complesse, ma sulla forza di un sentimento primario e inestinguibile, quello di una madre che rifiuta l'idea della perdita definitiva.
Una ferita ancora aperta nella cronaca nera
La scomparsa di Ylenia Carrisi resta uno dei casi di cronaca nera più discussi e dolorosi, un fascicolo che, sebbene sia stato formalmente archiviato dalla magistratura dopo anni di indagini, non ha mai trovato una soluzione giudiziaria definitiva. Romina Power, con le sue recenti dichiarazioni, ha riportato l'attenzione su quegli eventi, concentrandosi non solo sul ricordo della figlia e sul loro rapporto speciale, ma anche sulle ombre che hanno caratterizzato le prime fasi investigative. Il suo racconto evita volutamente di scivolare nella morbosità o di offrire dettagli espliciti su quanto accaduto, preferendo invece insistere sulla dimensione umana di una perdita e su una fiducia incrollabile che, a dispetto di tutto, continua a resistere.




