L'AI fa debiti, i mercati tremano e Trump si affida al quoziente intellettivo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La corsa all'intelligenza artificiale si sta finanziando a debito e i mercati cominciano a mostrarne i segni. Mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump liquida i timori con una battuta sul proprio quoziente intellettivo, le principali piazze finanziarie mondiali arretrano, trascinate dal comparto dei semiconduttori, e la Banca dei regolamenti internazionali lancia l'ennesimo monito sulla sostenibilità di questo modello di crescita.

La difesa di Trump e la proposta di Amodei

L'intervento del presidente americano su Truth Social è arrivato a stretto giro dalle dichiarazioni di Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, che in un saggio intitolato "We Must Pace the Frontier" ha chiesto di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati per dare tempo a governi e aziende di mettere in sicurezza la tecnologia. «L'unico controllo o "argine" di cui l'IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato)», ha replicato il presidente, sostenendo che gli Stati Uniti dispongono già di poteri penali e regolatori sufficienti.

Trump ha poi attaccato direttamente Amodei, accusandolo di fingersi ora un «angioletto perfetto» dopo aver beneficiato dell'operato dell'amministrazione, e ha parlato di una «cospirazione malata» contro l'intelligenza artificiale e i data center il cui unico beneficiario sarebbe la Cina.

La proposta di Amodei, condivisa da Sam Altman di OpenAI ed Elon Musk, prevede un accesso permanente per team indipendenti di valutatori esterni, standard di sicurezza coordinati tra i Paesi democratici e un coordinamento internazionale, senza però interrompere l'addestramento dei modelli.

Il crollo dei chip e il conto salato dell'indebitamento

La reazione dei mercati non si è fatta attendere. Nvidia e Broadcom hanno perso oltre il 5% in una singola seduta, con un indice di riferimento dei semiconduttori in calo del 5,9%, e il contagio ha travolto anche i listini asiatici, da SK Hynix a Samsung. A pesare non è solo l'incertezza sulle prospettive di spesa per l'hardware, ma anche il quadro macroeconomico: il petrolio sopra i 100 dollari al barile e i rendimenti dei Treasury in avvicinamento al 5% rendono più oneroso il finanziamento di una crescita costruita sui debiti.

L'operazione più emblematica resta quella di Amazon, che a marzo ha collocato 14,5 miliardi di euro in obbligazioni in un'unica emissione, la più grande mai registrata sul mercato europeo per una società corporate, con ordini che hanno superato i 31,8 miliardi. I proventi sono destinati a GPU, data center e capacità elettrica per l'intelligenza artificiale, in un contesto in cui i colossi del cloud hanno previsto investimenti in conto capitale per circa 650 miliardi di dollari nel 2026.

Il monito di Basilea e la settimana della Fed

A complicare il quadro ci pensa il rapporto trimestrale della Banca dei regolamenti internazionali, che segnala come le tensioni geopolitiche e le preoccupazioni sulla sostenibilità dei bilanci pubblici stiano alimentando ondate di volatilità impreviste, proprio mentre il mercato sconta il rischio di un possibile rialzo dei tassi nella riunione della Federal Reserve del 15-16 settembre.

Sul fronte europeo, Piazza Affari ha aperto la seduta in netto ribasso, con l'indice Ftse Mib che ha ceduto l'1,2% guidato dalle vendite sui bancari, mentre lo spread tra Btp e Bund si è portato a 89 punti base e il rendimento del decennale italiano si è attestato al 4,44%.

La linea della Casa Bianca

La posizione di Trump non è isolata all'interno dell'amministrazione. Il vicepresidente JD Vance ha messo in dubbio le motivazioni che hanno spinto i vertici dell'industria a invocare maggiore supervisione pubblica, e funzionari della Casa Bianca hanno privatamente espresso preoccupazione per la sottovalutazione presidenziale dei rischi legati all'intelligenza artificiale.

Trump ha definito l'IA la «gallina dalle uova d'oro» dell'economia americana, rivendicando i guadagni di Borsa e la crescita del settore legata alla costruzione dei data center come prove della bontà della propria linea.

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