Generali e Mediobanca, l’opa su Banca Generali divide gli azionisti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La modifica alle condizioni dell’offerta pubblica di acquisto lanciata da Mediobanca su Banca Generali ha sollevato malumori tra i piccoli investitori, che si trovano ora a dover valutare un’operazione meno trasparente rispetto alle attese. Se inizialmente, infatti, l’accordo prevedeva un’intesa vincolante tra Mediobanca, Generali e Banca Generali – garanzia di stabilità fin dall’avvio – ora la struttura si è ridotta a un term sheet tra le prime due, lasciando gli azionisti in una posizione più incerta.

Generali, dal canto suo, ha scelto di non opporsi alla linea tracciata da Alberto Nagel, confermando la volontà di proseguire le trattative. Il board del Leone di Trieste, dopo aver ricevuto una lettera con ulteriori dettagli sull’offerta, ha risposto senza ostacolare il dialogo, pur mantenendo un approccio cauto. Una presa di tempo che, tuttavia, non equivale a un rifiuto, come dimostra la convocazione dell’assemblea da parte di Mediobanca fissata per il 21 agosto.

La decisione di accelerare i tempi, però, non ha convinto tutti. Tra i soci minori c’è chi parla apertamente di “suicidio”, sostenendo che la cessione di un asset strategico come Banca Generali indebolirebbe il gruppo. Philippe Donnet, pur riconoscendo la complessità della trattativa, ha ribadito che “si può fare”, sottolineando come ogni passo verrà valutato nel rispetto delle procedure interne.

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