Kimi Antonelli scrive la storia a Monza: rimonta da 19° e trionfo dopo 60 anni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Formula 1, si sa, è uno sport di dettagli, di millimetri e di frazioni di secondo, ma a volte sa regalare storie che travalicano i numeri e si imprimono nella memoria collettiva, capaci di trasformare un pilota in un eroe nazionale.

Ieri, sul Tempio della Velocità, Andrea Kimi Antonelli ha firmato una di quelle imprese, la vittoria più bella e insperata, una pagina di storia che mancava da sessant'anni, da quel lontano 1966 quando Ludovico Scarfiotti vinse per l'ultima volta davanti ai tifosi italiani, e che resterà negli annali come una delle rimonte più spettacolari di sempre.

A vent'anni, il pilota bolognese della Mercedes ha compiuto un'impresa che sembrava uscita da un copione cinematografico, partito diciannovesimo sulla griglia per una penalità dovuta alla sostituzione di alcuni componenti della power unit e arrivato a tagliare il traguardo per primo, davanti al compagno di squadra George Russell e a un Max Verstappen arreso, per la gioia di una folla oceanica di 400mila persone che hanno invaso il Parco di Monza per applaudire il loro nuovo beniamino.

Una rimonta da manuale tra sorpassi e strategia

La gara, appena iniziata, aveva subito preso una piega drammatica per la Ferrari, con Charles Leclerc che al terzo giro perdeva il controllo della sua monoposto alla Parabolica, andando a muro e causando una bandiera rossa, ma per Antonelli, la ripartenza è stato il segnale per dare il via a una rimonta che ha dell'incredibile.

Se all'inizio la risalita era cauta, dopo il restart il pilota della Mercedes ha iniziato a macinare sorpassi su sorpassi, con una progressione inesorabile, infilandosi negli spazi e superando avversari come Lando Norris, Lewis Hamilton e Oscar Piastri, fino a ritrovarsi, nel giro di pochi passaggi, in lotta per le prime posizioni.

Il momento clou della corsa è stato il duello fratricida con il compagno di scuderia George Russell, un testa a testa serratissimo che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso per diversi giri, con i due piloti della Mercedes che si sono scambiati la testa della corsa più volte, regalando uno spettacolo di guida e strategia.

La mossa decisiva e il sorpasso che vale una leggenda

A sbloccare la situazione ci ha pensato una scelta di strategia, quella che spesso fa la differenza ai massimi livelli, quando la Virtual Safety Car è stata attivata per il ritiro di Lance Stroll, un'occasione che Antonelli e il suo muretto non hanno lasciato sfuggire. Il ventenne italiano è rientrato ai box per un cambio gomme, montando un treno di coperture fresche che si sono rivelate decisive per la rimonta finale, mentre Russell, rimasto in pista con gomme più usurate, si trovava a dover gestire un vantaggio che si assottigliava di giro in giro.

Con un gap di 15 secondi da colmare, Antonelli ha dato il via a un'altra rimonta, ma questa volta un finale da cardiopalma, con il sorpasso decisivo avvenuto a tre giri dalla fine, dopo un tentativo andato a vuoto che lo aveva visto finire sulla ghiaia, e che ha scatenato l'urlo di 400mila persone.

Un trionfo che allunga il passo in campionato

Con questa vittoria, la settima in carriera, Antonelli non solo ha spezzato un digiuno lungo 60 anni per la vittoria di un italiano a Monza, ma ha anche inflitto un colpo durissimo al suo diretto rivale per il titolo mondiale.

Il vantaggio in classifica su Russell, suo compagno di scuderia e principale antagonista, è infatti salito a 66 punti, un margine che inizia a essere pesante con l'avvicinarsi della fase decisiva del campionato, un aspetto che rende ancora più amaro il secondo posto per l'inglese, consapevole di aver perso un'occasione d'oro per accorciare le distanze.

La soddisfazione per la prestazione è stata enorme, con Russell che ha ammesso di aver visto fin da subito la minaccia del compagno risalire la classifica, mentre Verstappen, terzo, ha dovuto arrendersi alla superiorità delle due frecce d'argento.

Il sogno di un ragazzo e la festa di un popolo

La festa, a quel punto, è stata totale: a Monza, la marea rossa dei tifosi, che per un giorno ha accolto Antonelli come uno di famiglia, forse più di quanto non abbia fatto con le Ferrari uscite dalla gara con un doppio risultato deludente, si è alzata in piedi per celebrare il suo nuovo eroe. Le note di "Volare" di Domenico Modugno hanno risuonato a tutto volume, mentre le Frecce Tricolori solcavano il cielo azzurro, disegnando la loro scia sopra un Autodromo che non vedeva un trionfo simile da tempo immemore.

Il momento è stato reso ancora più magico dalla consueta doccia di Champagne, e dalle parole di un Antonelli che, quasi incredulo, faticava a credere a ciò che aveva appena realizzato, regalando a tutto il Paese un momento di gioia e di orgoglio.

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