Musicultura 2026, il siciliano Claudio Covato conquista lo Sferisterio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 37esima edizione di Musicultura, il Festival della Canzone Popolare e d'Autore, si è chiusa con il trionfo di Claudio Covato, il giovane cantautore siracusano che ha conquistato il pubblico e la giuria dello Sferisterio di Macerata. A decretare la vittoria, sancita dal Premio Banca Macerata del valore di 20mila euro, è stato il verdetto popolare espresso nel corso delle due serate finali del 19 e 20 giugno, che hanno registrato il tutto esaurito nell'arena marchigiana.
Covato, che si è presentato alla kermesse con il brano in dialetto siciliano "Chiddu ca ma resta", ha raccolto il riconoscimento dalle mani del presidente della banca main sponsor, Ferdinando Cavallini, scherzando sull'importo del premio e confidando di non aver mai visto una cifra del genere prima di quel momento.
La selezione record e gli otto vincitori
L'edizione 2026 del festival era partita con il segno del record: ben 2.656 canzoni erano state iscritte al concorso, un numero senza precedenti nella storia della manifestazione. Il lungo processo di selezione, iniziato lo scorso novembre, aveva portato alla scelta degli otto finalisti, tutti autori dei propri brani, che si sono esibiti sul palco dello Sferisterio.
Oltre a Claudio Covato, la rosa dei vincitori comprendeva Rosita Brucoli (Milano) con "Agente!", DDUMA (Lecce) con "Fimmine de guerra", MEZZANERA (Bologna) con "Piume", Narratore Urbano (Torino) con "Il mio coinquilino vuole uccidermi", Isabella Privitera (Bologna) con "Eya", Giovanni Toscano (Pisa) con "Emma" e Giulia Trovò (Treviso) con "Se non dovessi più tornare".
La designazione dei vincitori è stata operata dal prestigioso Comitato Artistico di Garanzia, un organismo che annovera tra i suoi primi firmatari, fin dal 1990, nomi come Fabrizio De André e Giorgio Caproni, e che oggi riunisce decine di artisti del calibro di Claudio Baglioni, Carmen Consoli e Vasco Rossi.
Ospiti e conduzione: lo spettacolo allo Sferisterio
Le due serate finali, condotte dalla coppia collaudata formata da Carolina Di Domenico, alla sua quarta esperienza, e Fabrizio Biggio, hanno offerto un cartellone di ospiti di rilievo. La prima serata ha visto protagonisti Brunori Sas, i Planet Funk e Giampaolo Morelli, mentre il gran finale di sabato 20 giugno ha registrato l'entusiasmo del pubblico per le esibizioni di Tosca, Le Vibrazioni e, soprattutto, di Alan Sorrenti, la cui presenza ha infiammato l'arena.
La direzione artistica di Ezio Nannipieri ha curato un evento che ha mescolato giovani promesse e nomi consolidati del panorama musicale italiano, confermando la vocazione del festival a essere un crocevia di generi e linguaggi, come testimoniato anche dalla rilettura de "Il mondo" di Jimmy Fontana proposta da Brunori Sas insieme a Maria Antonietta e Colombre.
L'impatto sulla città e il cordoglio per la tragedia
Musicultura, come ogni anno, ha dimostrato di essere un motore economico e sociale per la città di Macerata, con alberghi pieni e ristoratori che hanno espresso grande soddisfazione per il flusso di visitatori generato dalla manifestazione e dagli eventi collaterali de "La Controra". Tuttavia, l'edizione 2026 è stata segnata anche da un profondo momento di lutto cittadino: la prima serata finale è stata infatti dedicata alla memoria dei tre giovani maceratesi morti in un incidente stradale avvenuto la domenica precedente.
Il direttore artistico Ezio Nannipieri ha sottolineato come il festival, pur nella sua dimensione di spettacolo, abbia voluto stringersi al dolore della comunità, rimarcando il legame profondo che unisce la kermesse al territorio. Sul palco, oltre alla competizione, hanno trovato spazio temi di forte attualità, come la guerra e il femminicidio, affrontati nelle canzoni di Giulia Trovò e DDUMA, mentre Isabella Privitera è salita sul palco indossando il kefiah, in un gesto di chiara valenza politica.




