La rete da 1.800 miliardi che lega i big dell'AI e i timori per l'effetto domino
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Negli ultimi mesi, le aziende protagoniste dell'intelligenza artificiale negli Stati Uniti hanno intessuto una fitta rete di contratti reciproci che, secondo le stime del Boston Consulting Group, vale ormai almeno 1.800 miliardi di dollari. Un labirinto di accordi che rende difficile orientarsi e persino distinguere fra aziende concorrenti, tanto che uno dei più importanti indicatori dello stato di salute di Nvidia è peggiorato del 300% in pochi giorni.
L’aria che tira nel segmento AI, insomma, non è delle migliori e, complice anche la sospensione delle contrattazioni in Corea del Sud per eccesso di ribasso, i segnali preoccupanti sulla tenuta di diverse aziende top del settore si moltiplicano.
Il progetto da record nell'Ohio
Al centro di questa ragnatela finanziaria c'è un progetto colossale: un mega data center da oltre 500 miliardi di dollari che Nvidia e OpenAI stanno progettando di costruire in Ohio, su un sito precedentemente utilizzato per l'arricchimento dell'uranio. Il fulcro dell'iniziativa è un impianto da 10 gigawatt di potenza, sviluppato dalla controllata energetica di SoftBank, che verrebbe affittato da OpenAI con una garanzia finanziaria di Nvidia di circa 250 miliardi di dollari.
La cifra, che copre il leasing e il finanziamento del debito, non include però i chip all'interno del centro: per questi, Nvidia starebbe valutando un ulteriore sostegno fino a 350 miliardi di dollari. La prima fase del progetto, con una capacità di circa 800 megawatt, dovrebbe essere completata entro il 2028.
L'energia necessaria al funzionamento del sito, che si trova su terreno federale, è controllata dal governo statunitense e finanziata dal Giappone, che ha investito 33 miliardi di dollari in un impianto a gas naturale nell'ambito di un accordo commerciale. Il segretario al Commercio Howard Lutnick sarebbe coinvolto nelle decisioni sull'accesso all'energia, e non solo OpenAI ma anche Anthropic, Microsoft e Google avrebbero manifestato il proprio interesse negli ultimi tempi.
Il rischio del finanziamento circolare
La complessità e l'enormità di questi accordi hanno però innestato un campanello d'allarme tra gli investitori, che temono il cosiddetto rischio di "finanziamento circolare". In pratica, Nvidia finanzia e acquisisce partecipazioni in aziende e progetti che utilizzano i suoi stessi chip, distorcendo potenzialmente la domanda reale e amplificando le perdite qualora gli investimenti in intelligenza artificiale non si rivelassero redditizi come previsto.
Per OpenAI, l'accordo rappresenterebbe il primo passo verso il controllo delle proprie infrastrutture, riducendo la dipendenza da colossi del cloud come Microsoft, Amazon e Oracle; per Nvidia, invece, sarebbe una garanzia di domanda per i propri chip per anni a venire. Un'alleanza che, se da un lato rafforza i due giganti, dall'altro li espone a un rischio sistemico in caso di battuta d'arresto del mercato, alimentando la tensione nei confronti di un settore che non sembra dare tregua ai mercati finanziari.
Un labirinto di accordi da 1.800 miliardi
Il mega data center in Ohio è solo la punta dell'iceberg di una strategia più ampia. La rete di contratti che lega i big del settore, con un valore stimato di 1.800 miliardi di dollari, include forniture di chip, investimenti azionari incrociati, contratti di leasing e complesse garanzie finanziarie. La portata di questi impegni è tale da aver fatto impennare il costo dell'assicurazione contro il rischio di fallimento di Nvidia, considerata l'azienda centrale per tutto il movimento dell'AI.
Un dato che, più di ogni altro, fotografa la fragilità di un castello di carte costruito su un'impennata della domanda e su promesse di rendimenti futuri, in un mercato che già mostra segni di saturazione e di crescente scetticismo da parte degli analisti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
