Poste diventa il principale azionista di Tim con il via libera dell'Antitrust
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Redazione Economia
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L’operazione che sancisce l’ingresso di Poste Italiane nel capitale di Tim come azionista di maggioranza è realtà, dopo il via libera senza condizioni concesso ieri dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Un passaggio decisivo, questo, che consente al gruppo guidato da Matteo Del Fante di acquisire il 15% delle azioni ordinarie dalla francese Vivendi, portando così la propria partecipazione complessiva al 24,81% del capitale. L’approvazione definitiva, arrivata nella seduta del 3 settembre, è stata formulata in maniera piena e senza necessità di avviare una fase istruttoria, segno che l’Antitrust non ha ravvisato criticità sotto il profilo della concorrenza.
Nella sua valutazione, l’Agcm ha infatti stabilito che l’acquisizione “non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati”, come si legge in una nota dello stesso gruppo Poste, “e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante”. Un parere condiviso anche dall’Agcom, l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la quale ha a sua volta evidenziato come l’operazione non intacchi il pluralismo del settore, nonostante Poste Italiane sia attiva nel campo della televisione on-demand e Tim, attraverso la sua controllata Noverca, svolga un’attività editoriale.
L’obiettivo primario di questa manovra, che vede un ente statale come Poste assumere un ruolo di primo piano in una delle più importanti compagnie di telecomunicazioni del paese, è quello di avviare un complesso processo di risanamento di Tim. Si tratta di un disegno strategico di lungo periodo, il cui esito sarà cruciale non solo per le sorti della ex monopolista ma per l’intero assetto del mercato delle TLC in Italia.




