Caldo killer, ennesima vittima nei campi: bracciante muore mentre raccoglie angurie nel Mantovano

Caldo killer, ennesima vittima nei campi: bracciante muore mentre raccoglie angurie nel Mantovano
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Redazione Interno Redazione Interno   -   È di poche ore fa la notizia dell'ennesima tragedia sul lavoro legata alle temperature eccezionali che stanno stringendo la Pianura Padana in una morsa di fuoco. Un bracciante agricolo di 55 anni, Haddad Taher, di nazionalità marocchina e residente a Castelmassa, ha perso la vita nel pomeriggio di ieri, 29 giugno, mentre era intento a raccogliere angurie nei campi dell'azienda agricola Fondo Gonzaga, situata a Magnacavallo, nel territorio di Borgocarbonara, in provincia di Mantova.

L'uomo si è accasciato a terra improvvisamente, e nonostante i tempestivi tentativi di soccorso, per lui non c'è stato nulla da fare. La salma è stata rinvenuta in una stradina sterrata che si inoltra nella campagna mantovana, teatro di una giornata di lavoro che si è trasformata in tragedia sotto un sole implacabile che ha fatto schizzare i termometri ben oltre i 35 gradi.

La dinamica dell'accaduto è stata ricostruita dai carabinieri della stazione di Gonzaga, intervenuti sul posto insieme ai tecnici della struttura di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro di Ats Val Padana.

Secondo le prime informazioni, il cinquantacinquenne stava svolgendo la sua abituale mansione quando, all'improvviso, si è accasciato al suolo. I colleghi che si trovavano nei campi, assistendo alla scena, hanno immediatamente lanciato l'allarme al numero unico per le emergenze sanitarie, il 118. La centrale operativa ha mobilitato i soccorsi in forze, inviando sul luogo un'ambulanza di Soccorso Azzurro e attivando persino l'elisoccorso, che è decollato d'urgenza da Parma per coprire la distanza nel minor tempo possibile.

I sanitari hanno tentato di rianimare il bracciante per lunghi minuti, ma il loro impegno si è rivelato vano; il decesso è stato dichiarato poco dopo il loro arrivo, gettando nello sconforto la comunità locale e i lavoratori del settore agricolo, già provati da una stagione estiva che si sta rivelando letale.

L'ipotesi del colpo di calore e le indagini in corso

Gli inquirenti stanno ora esaminando tutte le ipotesi per chiarire l'esatta causa del decesso, ma l'attenzione è concentrata sulle condizioni climatiche proibitive che da giorni affliggono la regione. L'ipotesi più accreditata al momento è quella di un malore improvviso riconducibile a un colpo di calore, una condizione patologica che si verifica quando il corpo non è più in grado di termoregolarsi efficacemente e la temperatura interna sale a livelli pericolosi, causando danni agli organi vitali.

L'esposizione prolungata ai raggi solari nelle ore più calde, unita al lavoro fisicamente impegnativo come la raccolta delle angurie, ha verosimilmente determinato un accumulo di calore fatale per l'organismo del bracciante, che in pochissimi istanti ha perso i sensi accasciandosi al suolo.

Saranno ora le indagini, condotte in sinergia tra i carabinieri e i tecnici dell'Ats, a stabilire con certezza se il decesso sia da attribuire esclusivamente a un evento naturale legato alle temperature estreme, o se possano essere ravvisate eventuali omissioni da parte del datore di lavoro in materia di sicurezza e di prevenzione dei rischi correlati allo stress termico.

La terza vittima in pochi giorni: la drammatica conta nel Mantovano

Questo dramma si inserisce in un triste e allarmante bollettino di guerra che sta insanguinando le campagne mantovane, divenute purtroppo il simbolo di un'emergenza che investe tutto il settore primario italiano. Solo venerdì scorso, a Roverbella, un altro agricoltore, Stefano Vicentini, sessantaseienne, era stato rinvenuto senza vita dalla moglie, mentre si trovava anch'egli in campagna.

Il suo corpo è stato ritrovato in un campo, e sebbene le cause del decesso siano state inizialmente ricondotte a un malore, anche in quel caso il caldo record di questi giorni rappresenta il principale fattore di rischio.

La tragedia di ieri a Borgocarbonara rappresenta quindi il terzo episodio mortale in pochissimi giorni nel Mantovano, una sequenza che ha dell'incredibile e che sta facendo accendere i riflettori su una realtà spesso invisibile, quella dei braccianti e degli agricoltori che, per necessità, sono costretti a lavorare all'aperto anche quando le condizioni atmosferiche sono estreme.

Il caldo non è più solo un disagio, ma un vero e proprio killer silenzioso che si abbatte senza pietà su chi è costretto a trascorrere ore sotto il sole cocente, mettendo a dura prova la tenuta fisica di persone spesso in età avanzata o con patologie preesistenti.

L'ondata di calore europea e il netto miglioramento atteso dal 2 luglio

L'Italia non è la sola a essere stretta nella morsa dell'anticiclone che sta portando temperature bollenti; l'intera Europa sta vivendo quella che i meteorologi definiscono come una delle ondate di calore più intense degli ultimi anni, con record assoluti che stanno toccando paesi come Gran Bretagna, Francia, Belgio e Spagna.

Oggi, l'afa e il caldo oppressivo interessano oltre 95 milioni di persone, concentrandosi soprattutto nelle aree orientali e meridionali del Vecchio Continente, dove il termometro supera ampiamente i 35 gradi, rendendo la vita quotidiana un vero e proprio calvario per anziani e persone fragili. Questa ondata di calore eccezionale si sta lentamente spostando verso est, dove però si stanno già manifestando i primi segnali di cambiamento con l'arrivo di temporali che potrebbero smorzare l'afa.

Per quanto riguarda l'Italia, e in particolare la pianura padana, le speranze di una tregua sono però legate a una data precisa: il 2 luglio. Secondo le ultime proiezioni meteo, è previsto un netto miglioramento delle temperature a partire da quella data, con un calo sensibile del caldo che dovrebbe finalmente dare respiro alla popolazione e, soprattutto, ai lavoratori che ogni giorno sono esposti a un rischio concreto per la loro salute e la loro incolumità.

Un sollievo che, purtroppo, arriva troppo tardi per Haddad Taher, la cui vita è stata spezzata dal caldo assassino in un campo di angurie, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e un interrogativo drammatico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, specialmente in un periodo in cui il cambiamento climatico rende queste ondate di calore sempre più frequenti e letali.

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