Addio a Carlo Notari, il vigile del fuoco travolto da una valanga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un addio straziante, quello che la rete di associazioni Libera ha voluto dedicare a Carlo Notari, il giovane vigile del fuoco deceduto sotto una slavina durante un'escursione sulle Dolomiti friulane, definendolo non solo "compagno di strada" ma anche, e soprattutto, amico. Il ragazzo, che aveva da poco compiuto ventinove anni, aveva coltivato fin dai tempi del liceo un impegno sociale, dapprima nei collettivi studenteschi e poi, all'università, con l'associazione Prendiparte, un percorso che si è intrecciato con la passione per la montagna e con la scelta di entrare nel dei pompieri. La tragedia, che ha colpito profondamente chi lo conosceva, ha lasciato un vuoto tanto a Bologna, sua città, quanto a Trieste, dove prestava servizio da pochi mesi in un comando i cui colleghi ne hanno sottolineato la dedizione e l'amore per l'alta quota, per l'arrampicata e per lo sci.

L'inchiesta della Procura di Udine

Sulla dinamica dell'incidente, avvenuto domenica scorsa nella zona di Casera Razzo, in comune di Sauris, sulle pendici del Monte Tiarfin, la Procura della Repubblica di Udine ha proceduto all'apertura di un fascicolo, sebbene al momento non sussista una specifica ipotesi di reato. Gli accertamenti, condotti con la massima cautela che simili eventi richiedono, si basano sui primi elementi acquisiti e su un rapporto trasmesso dalla Guardia di Finanza, che insieme ai Vigili del Fuoco e ai tecnici del Soccorso Alpino è intervenuta per le operazioni di recupero in quel territorio impervio, situato a circa milleduecento metri di quota al confine tra il Friuli Venezia Giulia e il Veneto.

Il ricordo di un "ragazzo d'oro"

Nei giorni seguenti la scomparsa, il cordoglio si è diffuso ben oltre il ristretto ambito del lavoro e della montagna, toccando l'intera collettività che lo ha visto crescere. Amici e conoscenti lo ricordano senza esitazione come un "ragazzo d'oro", una di quelle persone la cui integrità e il cui entusiasmo lasciano un segno indelebile in chi le incrocia. Il peso del silenzio, che si è abbattuto sulle sue città e su quelle cime, racconta più di molte parole la brutalità di un distacco improvviso, di un'esistenza interrotta nel pieno dei suoi progetti e delle sue energie.

Una passione che diventò professione

La montagna, per Carlo Notari, non era soltanto uno sfogo per il tempo libero ma un elemento cardine della sua identità, una passione che aveva saputo tradurre anche in scelta professionale entrando a far parte del Nazionale. La sua morte, avvenuta in un luogo che amava, durante un'attività che rappresentava per lui una fonte di vita, aggiunge una nota di tragica ironia al lutto, complicando ulteriormente il processo di elaborazione per i familiari e per tutti coloro che oggi ne piangono la perdita, mentre le indagini proseguono per ricostruire con precisione ogni dettaglio di quanto accaduto.

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