Novo Nordisk affonda in borsa: il farmaco CagriSema perde la sfida con il rivale di Eli Lilly

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Titolo Novo Nordisk ha subito un’altra batosta alla Borsa di Copenaghen, sprofondando in area critica con un calo che a metà seduta ha toccato punte del 15,5%, scivolando fino a 251,3 corone danesi. Un tonfo che porta il valore dell’azienda farmaceutica danese sui minimi degli ultimi tre anni, allontanandola in modo siderale dal picco storico di 1.005 corane toccato nel giugno del 2024, quando la capitalizzazione di 600 miliardi di dollari ne faceva l’impresa con il maggior valore in Europa. Da allora, e con questo ulteriore crollo, il gruppo guidato da chi ha reso celebre l’Ozempic e il Wegovy, ha bruciato circa 400 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Il confronto impietoso con la tirzepatide di Eli Lilly

A innescare l’ennesima turbolenza è stato un annuncio della stessa Novo relativo agli studi clinici sul suo farmaco sperimentale di nuova generazione, il CagriSema, una combinazione settimanale di cagrilintide e semaglutide. La sperimentazione, durata 84 settimane, aveva l’obiettivo di confrontare l’efficacia del prodotto con quella della tirzepatide, il principio attivo sviluppato dalla rivale statunitense Eli Lilly alla base di Zepbound e Mounjaro. I risultati, presentati nel dettaglio nel corso del congresso dell'American Diabetes Association, hanno rivelato che CagriSema, pur garantendo una perdita di peso significativa, si è rivelato meno efficace del concorrente. Nello specifico, lo studio di fase 3 REDEFINE 1 ha mostrato una riduzione ponderale media del 22,7% a 68 nei pazienti trattati con CagriSema, un dato inferiore non solo alle previsioni del 25% che la stessa azienda aveva ipotizzato, ma anche rispetto al 20,2% di perdita di peso ottenuta con la tirzepatide nello studio SURMOUNT-5, un confronto che pende nettamente a favore del farmaco di Lilly se si considera la durata leggermente diversa delle sperimentazioni e il profilo di tollerabilità.

Reazioni del mercato e dettagli degli studi clinici

Gli investitori hanno reagito con nervosismo ai dati completi, che arrivano dopo una serie di annunci deludenti per il colosso danese. Se a inizio febbraio il titolo aveva già sofferto per l’annuncio del lancio di una versione più economica del Wegovy da parte della piattaforma americana Hims and Hers, stavolta la doccia fredda è arrivata dalla stessa comunicazione scientifica. I risultati degli studi REDEFINE, pubblicati sul New England Journal of Medicine, mostrano che circa il 40,4% dei pazienti in cura con CagriSema ha raggiunto una perdita di peso superiore al 25%, ma la percentuale di coloro che hanno abbandonato il trattamento a causa degli effetti collaterali, prevalentemente di natura gastrointestinale come nausea e vomito, si è attestata intorno al 6%. La speranza di Novo era di presentare CagriSema come il successore in grado di superare la concorrenza, ma i numeri hanno invece consolidato la posizione di leadership della tirzepatide, che negli studi head-to-head ha mostrato non solo una maggiore efficacia, ma anche una migliore tollerabilità.

Il peso delle aspettative e la concorrenza spietata

La reazione del mercato azionario, con un ribasso che ha superato il 16% in una sola seduta portando il titolo a 251,4 corone, riflette la delusione per un’arma che si pensava potesse rilanciare la corsa di Novo Nordisk nel settore dell’obesità, un mercato che la stessa azienda aveva contribuito a creare con il lancio di Wegovy nel 2021. La farmaceutica danese si trova ora a fare i conti con una concorrenza agguerrita, dove Eli Lilly sta imponendo il suo standard con un farmaco che i medici, come Louis Aronne del Weill Cornell Medical College, hanno definito “best in class” per i pazienti con obesità e diabete di tipo 2, con una riduzione dell’emoglobina glicata particolarmente significativa. La pressione competitiva si fa insomma sempre più intensa, e il mercato punisce chi non mantiene le promesse.

Effetti collaterali e tollerabilità

Oltre all’efficacia inferiore, i dati presentati a Chicago hanno evidenziato per CagriSema anche un profilo di effetti collaterali più marcato rispetto al competitor. Gli eventi avversi di tipo gastrointestinale, come nausea e vomito, si sono verificati in una percentuale maggiore di pazienti rispetto a quanto osservato con la tirzepatide, un aspetto che incide sulla qualità della vita e sulla continuità terapeutica. Analisti di Jefferies hanno sottolineato come la percentuale di pazienti che ha raggiunto la dose massima sia stata inferiore al previsto, a dimostrazione che la tollerabilità ha rappresentato un limite nello studio. Circa il 55% dei pazienti ha riportato nausea, un dato che sale in modo preoccupante se confrontato con i tassi inferiori registrati dal farmaco di Eli Lilly, complicando ulteriormente il quadro per Novo, che puntava su CagriSema per riconquistare la fiducia degli analisti dopo un periodo segnato da diverse battute d’arresto.

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