Incendio sul Morrone, il fronte delle fiamme resta ampio nonostante i mezzi aerei

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Resta ancora attivo e particolarmente esteso il fronte dell’incendio che sta divorando il versante del Monte Morrone, in Abruzzo, dove dalla mattinata di oggi si stanno avvicendando senza sosta numerosi mezzi nelle operazioni di spegnimento, sia da terra che dall’alto.

Alle ore 17, il bilancio dei dispositivi impiegati parlava di due Canadair in azione, affiancati dagli elicotteri Cochise e Drago, mentre a terra si contavano 21 volontari della Protezione civile regionale con sei mezzi e le squadre dei Vigili del fuoco, tutti impegnati a contenere un rogo che, complice la conformazione del territorio e le condizioni climatiche avverse, sembra opporre una forte resistenza.

Il vento cambia direzione e le temperature restano alte

A Popoli Terme, dove le fiamme lambiscono le pendici del massiccio, la situazione è monitorata costantemente: il vento che cambia direzione e le temperature che restano ben al di sopra delle medie stagionali rendono il lavoro dei soccorritori particolarmente complesso. È proprio qui, nell’area compresa tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, che nel corso della giornata si è concentrata la parte più consistente degli interventi contro i roghi che interessano l’intera regione.

Il fronte del Morrone rappresenta al momento la criticità maggiore per la macchina dell’emergenza, che sta cercando di arginare le fiamme prima che possano avanzare ulteriormente verso il cuore del Parco nazionale della Maiella, già duramente provato da incendi analoghi nel 2017 e nel 2023.

L’emergenza nell’emergenza: i mezzi aerei e il ruolo dell’Esercito

La lotta agli incendi in Abruzzo, dopo un fine settimana segnato da un’autentica emergenza nell’emergenza – domenica ben quattro dei sette mezzi aerei in azione sui diversi fronti erano andati fuori uso a causa di avarie improvvisamente rilevate – ha vissuto nelle ore successive un momento di stallo operativo, pur continuando a tenere con il fiato sospeso l’intera struttura di protezione civile.

Per facilitare l'accesso alle aree impervie e più difficilmente raggiungibili, dove le fiamme hanno già intaccato la vegetazione rendendo i sentieri impraticabili, è stato mobilitato il Genio militare, i cui mezzi stanno operando in supporto alle squadre a terra per aprire varchi e consentire ai mezzi pesanti di avvicinarsi al fuoco. La presenza di raffiche improvvise e l’aria secca, purtroppo, ostacolano le operazioni e favoriscono la ripresa delle fiamme in zone che sembravano già sotto controllo, costringendo i comandanti a ricalcolare continuamente le traiettorie di attacco.

Un quadro regionale complesso tra roghi e risorse limitate

Mentre sul Morrone si gioca la partita decisiva, la situazione rimane critica anche in altre aree della regione, sebbene con intensità diverse: gli incendi stanno interessando anche territori montani in Carnia e nell’Alessandrino, dove le fiamme stanno mettendo a dura prova i residenti e gli operatori. Il dispositivo di spegnimento, seppur rinforzato dall’arrivo dei nuovi velivoli e dal supporto dell’Esercito, deve fare i conti con una superficie bruciata che si allarga di ora in ora e con la difficoltà di coordinare le risorse su fronti distanti tra loro.

In questo contesto, l’appello alla prudenza e la raccomandazione a segnalare tempestivamente eventuali nuovi focolai restano le uniche armi preventive a disposizione delle autorità, mentre gli investigatori continuano a lavorare per accertare le cause dei roghi, senza escludere alcuna pista.

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