Marco Giallini al Tropea Film Festival: il dolore per la moglie, i figli e il ritorno sul set

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   TROPEA – In occasione del Tropea Film Festival, Marco Giallini ha incontrato la stampa e si è raccontato senza filtri, affrontando temi personali e professionali. L’attore ha parlato del suo legame con la Calabria, della pellicola a cui è più affezionato tra le tante della sua carriera e del regista con cui sogna di lavorare in futuro.

Il lutto e la forza che viene meno

Il tema più delicato toccato da Giallini riguarda la perdita della moglie Loredana, scomparsa nel 2011 a causa di un’emorragia cerebrale provocata da un aneurisma. L’attore ha cresciuto da solo i due figli, Diego e Rocco, facendo appello a una forza che però, a un certo punto, è venuta meno. «Sono uno che si tira su, ho fatto appello alla mia forza, però, a un certo punto, qualche anno fa, quella forza mi ha un po’ mollato», ha raccontato in un’intervista a La Stampa.

Giallini ha spiegato come il dolore, trattenuto per anni, sia riemerso in modo dirompente. «Mi ero stancato di essere forte, ero giù, mi era risalito su tutto, è arrivata all’improvviso la botta che prima avevo cercato di non avvertire». Oggi, però, la situazione è cambiata: «Adesso sto molto meglio, sono tornato in pista. È un bel momento, sono in ripresa, sto tornando ad essere l’atleta di una volta, quello che non va mai in palestra».

L’orgoglio per i figli e la paura quotidiana

Il capitolo più significativo della vita di Giallini riguarda i due figli, entrambi inseriti nel mondo del cinema. Diego fa l’attore, mentre Rocco lavora come aiuto regista. «Io sono contento, perché so che se non hai delle vere capacità, nessuno ti affida un lavoro del genere, insomma puoi essere figlio di chiunque, ma se non sei bravo, non vai da nessuna parte», ha dichiarato.

Nonostante l’orgoglio, Giallini non nasconde l’apprensione che accompagna il suo ruolo di padre. «Inizio a preoccuparmi dal momento in cui i figli escono di casa, cerco di non farlo capire, ma si vede, non c’è niente da fare, e io non riesco a guarire». Per tutelarli ha persino messo da parte la passione per le moto: «Sarò banale, mi manca la motocicletta, ma ho promesso ai figli che la lascio per un po’ da parte. La moto è pericolosa, quando sei bravo a portarla, allora è il momento che ti fai male».

I registi e i legami professionali

Sul fronte professionale, Giallini ha ripercorso i registi che hanno segnato la sua carriera, da Marco Risi a Paolo Genovese e Claudio Caligari, con una menzione speciale per Carlo Verdone. «Con lui ho girato in una fase molto difficile, per me Carlo è un fratello maggiore», ha detto. Il legame più stretto resta però quello con Valerio Mastandrea, padrino di suo figlio Rocco: «Valerio è sempre Valerio, un fratello».

Quanto ai progetti futuri, l’attore ha confermato il ritorno nei panni di Rocco Schiavone. «I romanzi di Manzini sono pronti, tra quattro mesi dovremmo ricominciare a girare la nuova serie», ha spiegato, aggiungendo di essere molto legato al personaggio. Nel frattempo è impegnato sul set del nuovo film di Rolando Ravello, una commedia amara, e tornerà in coppia con Mastandrea in Buttafuori, oltre a far parte del cast di FolleMente 2.

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