Tropea, il mare restituisce l'ennesimo Corpo avvistata una sagoma umana alla spiaggia delle Roccette
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Redazione Interno
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Il tratto di costa antistante il Liceo Scientifico di Tropea, quello che si affaccia sull'iconica spiaggia delle Roccette, è stato scenario ennesimo di un ritrovamento che di eccezionale, ormai, ha solo la capacità di far scattare, puntuale, la macchina dei soccorsi. Alcuni studenti, affacciandosi dalle finestre dell'istituto nel corso della mattinata, hanno notato una sagoma scura, sballottata da onde alte e impetuose: un corpo, quello di un uomo secondo le prime e sommarie ricognizioni, che il mare stava restituendo dopo averne fatto scempio. L’allarme, lanciato immediatamente dai ragazzi, ha mobilitato la Guardia Costiera, i Carabinieri e i sanitari del 118, ma le operazioni di recupero si sono rivelate complesse a causa delle avverse condizioni meteorologiche e della furia delle correnti -1-4-6.
La dinamica del ritrovamento, peraltro, porta con sé il racconto di una doppia tragedia: gli studenti, infatti, avevano parlato inizialmente di due corpi senza vita, uno dei quali, dopo essere stato spinto verso la battigia, è stato risucchiato dai flutti e riportato al largo, rendendo vano ogni tentativo di raggiungerlo -1. Il comandante della Capitaneria di Porto, Giuseppe Durante, ha dovuto sfidare fisicamente un mare forza sei per riuscire a riportare a riva almeno una delle due salme, un straziato dalla lunga permanenza in acqua e dall’impatto con gli scogli, che indossava unicamente della biancheria intima e un giubbotto di salvataggio di colore arancione, rimasto sulla sabbia come unico, muto testimone di una fine lontana da occhi e orecchie -1-2.
Un'autopsia per dare un nome ai naufraghi, mentre le procure aprono fascicoli
Il recuperato, trasferito presso la camera mortuaria di Vibo Valentia, sarà sottoposto ad autopsia disposta dalla Procura guidata dal pm di turno Adriano Giorgio Rispoli, nella speranza di risalire all'identità della vittima e alle cause precise del decesso -1-2. Le condizioni del cadavere, scomposato e in avanzato stato di decomposizione, lasciano pochi dubbi sul fatto che si trovasse in acqua da diverse settimane, il che rende complesso anche solo stabilire l’età anagrafica con precisione, sebbene l'ipotesi iniziale parli di un uomo giovane -1-2. La scoperta avvenuta a Tropea non è un caso isolato, ma si inserisce in una scia di ritrovamenti che sta interessando l'intero Tirreno calabrese e parte delle coste siciliane, spingendo le procure territoriali ad aprire fascicoli conoscitivi per far luce su quella che gli inquirenti definiscono l'ipotesi di un naufragio "fantasma" -2-3-9.
Quindici corpi in pochi giorni: le mareggiate rivelano la strage invisibile del Mediterraneo
Solo negli ultimi dieci giorni, sulle spiagge del tirreno cosentino, tra Scalea, Amantea e Paola, sono stati recuperati quattro cadaveri, a cui si aggiungono gli undici rinvenuti nel trapanese, tra Marsala, Pantelleria e la costa siciliana, per un totale che supera le quindici vittime -2-3-9. Il procuratore di Paola, Domenico Fiordalisi, ha dichiarato che al momento non esistono elementi certi per collegare i singoli ritrovamenti a un unico, specifico evento, ma l'ipotesi prevalente è che si tratti di migranti caduti da imbarcazioni fatiscenti, forse proprio durante la burrasca dei giorni scorsi, e trascinati a riva dalle forti mareggiate che stanno flagellando la Penisola -2-3. Corpi nudi o con pochi stracci addosso, pochissimi dei quali muniti di salvagente, restituiti alla terraferma da un mare che, mentre si riprende con violenza gli spazi urbani, mostra senza filtri il conto delle partenze mai arrivate a destinazione -2.




