Borsee in attesa, Milano resiste. La Cina segna un record storico nelle esportazioni
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Redazione Economia
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L'atmosfera nei mercati finanziari europei, in questa giornata, è di attesa e cauta osservazione, con i listini – Francoforte, Londra e Parigi – che si muovono senza scossoni particolari, in un quadro generale di sostanziale equilibrio. Anche Piazza Affari, d'altronde, si allinea a questo sentimento di vigilanza, mentre gli operatori valutano una serie di elementi macroeconomici e societari contrastanti. Sullo sfondo, spiccano i dati commerciali della Cina, che hanno rivelato per l'anno appena concluso un avanzo record, toccando la soglia dei 1.200 miliardi di dollari, un risultato trainato in maniera significativa dalle esportazioni verso paesi terzi rispetto agli Stati Uniti. I numeri di dicembre, in particolare, hanno superato le previsioni degli analisti, confermando una crescita annua del 6,6% per le vendite all'estero, un dato che si discosta notevolmente dalla stima del 3% circolante in precedenza.
Buzzi rimonta dopo lo choc russo, ma gli analisti frenano l'entusiasmo
Tra i titoli in evidenza a Milano, si segnala il rimbalzo di Buzzi, che recupera terreno dopo il pesante tonfo registrato lo scorso 13 gennaio, quando l'azione aveva ceduto oltre il 7% in seguito alla notizia che le autorità russe avevano assunto il controllo degli asset presenti nel Paese della danese Rockwool, produttore di materiali per l'edilizia. La multinazionale scandinava, che possiede quattro stabilimenti in Russia, ha fatto sapere di voler consultare il proprio governo e le istituzioni europee per ottenere supporto nella difesa dei propri diritti, inclusi quelli che potrebbero derivare dal trattato bilaterale sugli investimenti tra Russia e Danimarca. Nonostante il rialzo odierno, che porta il Titolo a guadagnare più dell'uno per cento, alcune importanti banche d'affari mantengono un atteggiamento prudente sulla valutazione del titolo, evidenziando come l'episodio abbia introdotto un fattore di rischio geopolitico non trascurabile.
Il Ftse Mib segue il trend positivo europeo, sostenuto anche dall'Asia
Nella seduta, comunque, gli acquisti sono stati diffusi, permettendo al listino milanese di tenere il passo con la performance generalmente positiva del Vecchio Continente. Un impulso al morale degli investitori è giunto dall'Asia, dove la Borsa di Tokyo ha chiuso a livelli record, alimentata dalle speculazioni sulla possibilità di elezioni anticipate che potrebbero aprire la strada a nuovi, consistenti stimoli fiscali. In questo contesto, il Ftse Mib ha mantenuto saldamente la posizione, trovando slancio in alcune dinamiche settoriali e societarie. A trainare l'indice, oltre al già citato rimbalzo di Buzzi, si sono distinte le performance di altri blue-chip, con Prysmian in testa, mentre fanno da contraltare alcune debolezze isolate, come quella di Lottomatica.
L'attenzione si sposta sugli utili delle banche d'oltreoceano
Mentre le borse europee hanno mostrato in parte un passo più incerto, con Milano che ha flirtato con la parità, il focus degli operatori si è spostato con decisione verso l'altra sponda dell'Atlantico, dove sono iniziate a confluire le trimestrali del settore bancario. I primi risultati pubblicati hanno mostrato un quadro positivo, con utili in crescita nell'ultimo trimestre del 2025 per alcuni dei principali istituti. Questo incremento è stato favorito, da un lato, dalle maggiori entrate generate dall'attività di trading a fronte della volatilità dei mercati, e dall'altro, dall'aumento dei volumi di prestiti e dei pagamenti di interessi, fattori che hanno contribuito a sostenere i conti. Lo scenario, pertanto, rimane complesso e articolato, con i flussi finanziari che risentono di spinte opposte: da una parte la solidità dei dati macro cinesi e dei bilanci americani, dall'altra le tensioni geopolitiche, che continuano a iniettare una dose di incertezza nelle valutazioni.




