Lite Polonia-Ucraina, Zelensky rispedisce la medaglia: «Non l'avevate revocata neanche a Mussolini»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un acceso scontro diplomatico tra Varsavia e Kiev rischia di incrinare il fronte unito contro l'aggressività russa, dopo che il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato a Volodymyr Zelensky l'Ordine dell'Aquila Bianca, la più alta onorificenza del Paese. La decisione, annunciata lo scorso 19 giugno, ha innescato una reazione a catena che ha visto il leader ucraino e diversi alti funzionari restituire le decorazioni ricevute dalla Polonia.

Al centro della contesa, una controversia storica che affonda le radici nella Seconda guerra mondiale, riaccesa dalla decisione di Kiev di intitolare un'unità militare all'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA).

La scintilla: l'intitolazione di un'unità militare all'UPA

La crisi è esplosa a fine maggio, quando il presidente Zelensky ha firmato un decreto per conferire a un'unità delle forze speciali ucraine il nome di «Eroi dell'UPA». L'Esercito Insurrezionale Ucraino, formazione nazionalista attiva durante e dopo la Seconda guerra mondiale, è celebrato in Ucraina per la sua lotta per l'indipendenza contro l'Unione Sovietica e, talvolta, contro la Germania nazista.

Tuttavia, per la Polonia, l'UPA è soprattutto il simbolo di una pagina drammatica del proprio passato: l'organizzazione è infatti ritenuta responsabile dei massacri di decine di migliaia di civili polacchi, in particolare nelle regioni di Volinia e Galizia Orientale, tra il 1943 e il 1945. Per Varsavia, quegli eventi costituiscono un vero e proprio genocidio.

La revoca e la replica di Kiev

La decisione di Zelensky è stata accolta con indignazione dal presidente polacco Nawrocki, che ha sottolineato come la glorificazione dell'UPA superasse ogni limite di tolleranza. Nel suo messaggio, Nawrocki ha motivato la revoca dell'Ordine dell'Aquila Bianca – conferito a Zelensky nel 2023 dall'allora presidente Andrzej Duda – affermando che la scelta di Kiev era un affronto alla memoria delle vittime polacche.

L'ufficio del presidente polacco ha inoltre precisato che onorificenze come quella di Mussolini non vengono revocate postume, mentre l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, legato al Cremlino, "non ha mai insultato la nazione polacca in modo così palese".

La replica di Kiev non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha definito la mossa di Nawrocki un «errore strategico» di cui solo la Russia avrebbe tratto beneficio. In un gesto di solidarietà, lo stesso Sybiha, insieme al capo dell'ufficio presidenziale Kyrylo Budanov e all'ambasciatore ucraino in Polonia Vasyl Bodnar, ha annunciato la restituzione delle proprie onorificenze polacche.

A loro si sono aggiunti tre ex presidenti ucraini – Leonid Kuchma, Viktor Yushchenko e Petro Poroshenko – che hanno rinunciato all'Ordine dell'Aquila Bianca ricevuto in passato.

La controffensiva di Zelensky via posta

Il presidente Zelensky ha risposto in modo diretto e dal forte impatto simbolico, pubblicando sui social network una foto che lo ritrae mentre imbustava la medaglia in un normale ufficio postale di Kiev, con tanto di ricevuta di spedizione indirizzata alla cancelleria polacca.

In una dichiarazione che ha suscitato non poche polemiche, il leader ucraino ha commentato con ironia la decisione di Varsavia, sottolineando come l'onorificenza fosse stata invece mantenuta a figure discutibili come Benito Mussolini e all'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, noto per i suoi legami con la Russia. «Se si ritiene che questo simbolo speciale possa rimanere a Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schroeder, noi ucraini non ci opporremo», ha dichiarato Zelensky.

Reazioni e timori di un'alleanza incrinata

La crisi, inasprendosi rapidamente, ha spaccato la politica polacca e sollevato timori tra gli alleati occidentali. Il primo ministro polacco Donald Tusk, storico rivale politico del presidente Nawrocki, ha pubblicamente invitato entrambi i leader a smorzare i toni e a non alimentare un conflitto che «delizia Putin e sconvolge i nostri alleati». Anche il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha evidenziato come solo la Russia possa trarre vantaggio da questa escalation.

Nonostante la Polonia resti uno dei principali alleati militari e logistici dell'Ucraina nella difesa contro l'invasione russa, la disputa storica sulla memoria della Seconda guerra mondiale ha riaperto una profonda frattura. L'episodio minaccia di gettare un'ombra sulla prossima conferenza internazionale sulla ricostruzione dell'Ucraina, in programma a Danzica, e rappresenta un serio test per la solidità dell'alleanza tra i due Paesi di fronte alla minaccia comune.

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