Jannik Sinner a Miami, la caccia al Sunshine Double parte contro Dzumhur
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Redazione Sport
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Dopo la polvere del deserto californiano, che l’ha visto trionfare a Indian Wells per la prima volta in carriera, Jannik Sinner si prepara ad affrontare l’umidità pesante della Florida. Il secondo Masters 1000 della stagione, il Miami Open in programma all’Hard Rock Stadium di Miami Gardens dal 18 al 29 marzo, rappresenta per l’azzurro molto più di un semplice appuntamento post-vittoria. C’è la concreta possibilità di entrare in un club esclusivo, quello dei tennisti capaci di realizzare il “Sunshine Double”: l’accoppiata Indian Wells-Miami che, nel circuito maschile, manca dal lontano 2017 quando ci riuscì Roger Federer. Il montepremi messo in palio supera i 9,4 milioni di dollari, una cifra che testimonia l’importanza dell’evento nel calendario ATP.
Grazie al bye concesso alle teste di serie, il numero due del mondo farà il suo ingresso nel tabellone soltanto al secondo turno. L’avversario designato, emerso dalle qualificazioni, è il bosniaco Damir Dzumhur, attualmente numero 76 del ranking. Dzumhur, che ha costruito la sua carriera sulla solidità e sull’intelligenza tattica più che sulla potenza, ha conquistato l’accesso al confronto con Sinner al termine di una maratona contro il peruviano Ignacio Buse: un successo in rimonta per 6-7, 7-6, 6-1 che ha messo in luce le sue qualità di lottatore.
L’avversario e il confronto inedito
Damir Dzumhur non è certo un nome nuovo per gli appassionati di tennis, sebbene questo rappresenti un confronto inedito a livello di tabellone principale. Il tennista di Sarajevo, classe 1992, ha iniziato a giocare a soli cinque anni e ha vissuto il suo momento migliore nel 2018, quando raggiunse la 23esima posizione della classifica mondiale dopo aver vinto il suo terzo Titolo ATP ad Antalya. Pur non vantando la potenza dei cosiddetti “big hitter”, Dzumhur possiede un bagaglio tecnico variegato e una capacità di lettura del gioco che, in passato, gli hanno permesso di mettere in difficoltà avversari ben più quotati. Per Sinner, reduce dalla fatica e dall’emozione del successo in California, l’approccio a questo match sarà cruciale per testare le condizioni di un campo, quello di Miami, storicamente più rapido e con un rimbalzo più basso rispetto a Indian Wells.
Un percorso verso la storia
La posta in gioco per l’altoatesino va oltre il titolo. In palio ci sono 1.000 punti ranking, fondamentali nella rincorsa al primo posto occupato attualmente da Carlos Alcaraz, e la possibilità di scrivere una pagina di storia del tennis italiano. Riuscire a vincere Indian Wells e Miami nella stessa stagione è un’impresa che solo sette giocatori nell’era Open sono riusciti a compiere: da Jim Courier nel 1991 fino all’ultimo, appunto, Roger Federer nel 2017, passando per Pete Sampras, Andre Agassi e Novak Djokovic. Il numero due del mondo arriva a questo appuntamento con la consapevolezza di chi ha appena superato un esame difficile come quello californiano, dove ha concesso solo un set in tutto il torneo, ma con la necessità di adattarsi rapidamente a condizioni atmosferiche e di gioco diametralmente opposte.
Il programma e il contesto
L’esordio di Sinner è fissato per sabato 21 marzo, con l’orario che verrà definito in base al programma giornaliero, ma che ricadrà presumibilmente nella fascia serale italiana. L’Hard Rock Stadium, casa dei Miami Dolphins, si trasforma per l’occasione in un campo da tennis ad alta capacità, ospitando un evento che chiude la lunga trasferta americana sul cemento prima dell’inizio della stagione europea sulla terra battuta. Per l’Italia, oltre a Sinner, sono in gara nel tabellone principale anche Flavio Cobolli, Luciano Darderi, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi, tutti a caccia di punti preziosi in un torneo che, per importanza e montepremi, rappresenta uno dei cardini della stagione.




