Jannik Sinner a Miami per il bis: “Qui condizioni tutte da valutare, ma sono contento di esserci”
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Redazione Sport
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Un Titolo, quello del “BNP Paribas Open” di Indian Wells, che pesa come un macigno e che al tempo stesso alleggerisce le spalle, regalando quella consapevolezza che solo i campioni sanno metabolizzare. Jannik Sinner, dopo aver dominato la scena nel deserto californiano senza nemmeno concedere un set ai suoi avversari, si presenta ora all’Hard Rock Stadium di Miami con un obiettivo chiaro e al tempo stesso ambizioso: centrare quel “Sunshine Double” che manca nell’albo d’oro del tennis mondiale dal lontano 2017, quando a riuscirci fu quel Roger Federer capace di rendere normale l’eccezionale. L’altoatesino, numero due del ranking ATP e fresco di trionfo nella finale contro Daniil Medvedev, è atteso dal secondo Masters 1000 della stagione, un torneo che sulla carta presenta similarità con quello appena conquistato, ma che nella sostanza, come lui stesso ha tenuto a sottolineare, cela insidie legate alle condizioni ambientali e al cambiamento di superficie, seppur minima.
Un esordio sulla carta agevole, ma con lo sguardo rivolto al tabellone
Il sorteggio, come da pronostico, ha riservato all’azzurro un percorso iniziale che gli consentirà di prendere le misure con l’umidità pesante della Florida, una variabile climatica ben diversa dall’aria secca della California che spesso, in passato, ha tradito anche i più esperti. Sinner, grazie al bye riservato alle teste di serie, debutterà direttamente al secondo turno contro il bosniaco Damir Dzumhur o contro un giocatore proveniente dalle qualificazioni. Un inizio, questo, che gli permetterà di carburare gradualmente, ma lo spettro di un cammino in salita si materializza già nel terzo turno, dove il numero 30 del seeding, il francese Corentin Moutet, funambolo dalla racchetta irritante e imprevedibile, potrebbe rappresentare un ostacolo più psicologico che tecnico. L’eventuale approdo agli ottavi, poi, profilerebbe un confronto con il russo Andrey Rublev, avversario che Sinner conosce bene e contro il quale vanta precedenti confortanti, ma che sulla rapidità di questi campi potrebbe trasformare il match in una vera e propria battaglia di potenza.
Nei quarti di finale, qualora il seeding dovesse essere rispettato, il due volte campione in Florida potrebbe incrociare il giovane ceco Jakub Mensik, numero 13 del tabellone e detentore del titolo vinto qui dodici mesi fa, quando approfittò proprio dell’assenza forzata di Sinner, allora fermo per la vicenda legata al clostebol, per issarsi sul trono. Un incrocio, quello con Mensik, che avrebbe il sapore di una rivincita ideale dopo la sconfitta patita a Doha poche settimane fa, e che rappresenterebbe il banco di prova più probante prima di un’eventuale semifinale, dove il nome scritto nel tabellone è quello di Alexander Zverev, oppure di Daniil Medvedev, il finalista sconfitto a Indian Wells che cerca riscatto.
Il fattore ambientale e la ricerca di un’impresa che diventa storia
Al di là degli avversari, Sinner dovrà vedersela con un nemico invisibile ma estremamente subdolo: il tasso di umidità. Se a Indian Wells il clima secco esalta la velocità della palla e premia il gioco aggressivo, a Miami l’aria densa e pesante tende a impastare i colpi, rallentando il gioco e mettendo a dura prova la resistenza fisica. “Il tempo non è bellissimo e il programma delle partite è già un po’ indietro”, ha dichiarato il numero due del mondo ai microfoni di Sky Sport, mostrando quella cautela che contraddistingue il suo approccio analitico alle competizioni. Una prudenza che non scalfisce, però, la determinazione di chi a Miami ha già vinto nel 2024, dopo due finali perse in precedenza, e che conosce perfettamente le traiettorie di questi campi in cemento, storicamente più rapidi rispetto a quelli californiani nonostante l’uniformità del laykold introdotto negli ultimi anni.
Completare il “Sunshine Double” significherebbe per l’altoatesino iscrivere il proprio nome in una lista ristrettissima di leggende della racchetta: da Jim Courier a Michael Chang, da Pete Sampras a Marcelo Rios, fino ad Andre Agassi e, appunto, ai due mostri sacri Federer e Novak Djokovic, quest’ultimo capace di realizzare l’impresa per quattro volte. Sinner arriva a questo appuntamento con numeri impressionanti alle spalle, forte di un tennis che a Indian Wells ha smentito ogni critica e messo in mostra una maturità tecnica e mentale ormai prossima alla perfezione. La sfida, ora, è trasferire quelle certezze in un contesto diverso, dove l’adattamento sarà la parola chiave. La pattuglia azzurra, con sei italiani nel tabellone principale, segue con fiducia il suo trascinatore, in un momento storico che vede quattro tennisti nazionali ai vertici della classifica mondiale. Per Sinner, l’appuntamento con la storia è fissato a domenica 29 marzo, ma il cammino, si sa, è lastricato di ostacoli tutti da superare.




