Carrefour lascia l’Italia, in Liguria a rischio 2.000 posti di lavoro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La decisione di Carrefour di abbandonare il mercato italiano, dopo oltre due decenni di presenza, ha lasciato un’onda di incertezza che tocca da vicino soprattutto la Liguria, dove il gruppo francese gestisce 150 punti vendita e impiega circa 2.000 lavoratori. La cessione delle attività a NewPrinces, società italiana che riporterà in vita il marchio storico GS, non ha placato le preoccupazioni dei sindacati, che nei giorni scorsi hanno proclamato lo stato d’agitazione in attesa di chiarimenti sulle sorti del personale.

Le difficoltà del colosso transalpino, del resto, non sono una novità: da anni i ricavi in Italia segnavano un trend negativo, stretto tra la concorrenza agguerrita di altri player e una politica di prezzi poco competitiva. Se a Novara, intanto, ha già chiuso i battenti il supermercato di via Gnifetti – con un cartello che parla di sospensione "temporanea", ma senza rassicurare i dipendenti –, il timore è che altri punti vendita possano seguire la stessa sorte.

Etruria Retail, da parte sua, ha cercato di stemperare le tensioni con una nota in cui garantisce che l’accordo di franchising con Carrefour, valido fino al 2026, non subirà modifiche. "L’operatività quotidiana della rete non cambia", hanno precisato presidenza e direzione, sottolineando che l’acquisizione rappresenta semmai un’opportunità per accelerare scelte già previste. Resta da vedere, però, se queste rassicurazioni basteranno a tranquillizzare i lavoratori, molti dei quali temono di pagare il prezzo più alto in un passaggio che, per ora, appare più come una ritirata strategica che come una riorganizzazione.

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