Precipita una cabina sul monte Faito: quattro vittime e un ferito gravissimo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Da quella vetta che domina il golfo di Napoli, dove lo sguardo abbraccia il Vesuvio e si perde oltre l’orizzonte del mare, ieri pomeriggio è piombata la tragedia. Poco dopo le 14.30, un cavo della funivia che collega Castellammare di Stabia alla cima del monte Faito – un impianto gestito dall’Ente autonomo Volturno – si è spezzato, facendo precipitare una delle due cabine. Quattro le vittime, tra cui Carmine Parlato, dipendente della società che gestisce il servizio, mentre un ferito è stato trasportato in elicottero all’ospedale del Mare in condizioni critiche.

Nell’altra cabina, quella che non è caduta, c’erano Elisa e Karol, due studenti Erasmus che stavano compiendo la stessa salita. Il sistema di sicurezza, attivandosi dopo la rottura del cavo, ha bloccato la vettura, salvandoli da un destino che invece ha travolto gli altri. La dinamica, ancora da chiarire, ha immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori: i magistrati della procura di Torre Annunziata, guidati dal procuratore Nunzio Fragliasso, hanno aperto un’inchiesta per omicidio colposo, mentre sul posto sono già iniziati i sopralluoghi dei tecnici e degli agenti del commissariato di Castellammare di Stabia.

Tra i fattori al centro delle indagini ci sono le condizioni meteorologiche – i forti venti che hanno interessato la zona potrebbero aver avuto un ruolo – e lo stato della manutenzione dell’impianto, con particolare attenzione ai controlli periodici, ai materiali utilizzati e ai dispositivi di sicurezza. La funivia, che può trasportare fino a 35 persone per cabina, è un’infrastruttura chiave per il territorio, frequentata sia da pendolari che da turisti, e la sua sicurezza era data per scontata.

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