Nuova stretta sui "furbetti" dell'Iva, al via controlli automatizzati

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal primo gennaio 2026, l'Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova e più incisiva fase di contrasto all'evasione del valore aggiunto, un fenomeno che erode risorse pubbliche stimate in oltre venticinque miliardi di euro. Il cuore dell'offensiva risiede in una piattaforma tecnologica sviluppata nell'ambito del Pnrr, la quale, mediante algoritmi sofisticati, esegue un monitoraggio continuo e incrociato dei dati, puntando a recuperare circa cinque miliardi. Questo sistema, il cui sviluppo è durato tre anni, non si limita a individuare le irregolarità, ma procede in molti casi alla cosiddetta "liquidazione automatica" dell'imposta dovuta, una procedura che segna un cambio di paradigma nell'azione dell'amministrazione finanziaria.

Il meccanismo della liquidazione automatica

La legge di Bilancio per il 2026 ha infatti introdotto nel Testo unico dell'Iva un nuovo articolo che disciplina il procedimento. Quando una dichiarazione Iva non viene presentata entro novanta giorni dalla scadenza ordinaria del 30 aprile, il sistema la considera omessa e avvia d'ufficio la determinazione dell'imposta. Il calcolo, come precisano i tecnici del ministero dell'Economia, avviene sulla base delle informazioni già in possesso dell'Agenzia, derivanti da una molteplicità di fonti: tra queste, una delle più significative è il nuovo obbligo di collegamento tra registratori di cassa e terminali per i pagamenti digitali, entrato in vigore contestualmente. Questo accoppiamento, volto a sincronizzare gli scontrini fiscali con gli incassi elettronici, fornisce un flusso di dati in tempo reale, rendendo pressoché immediato il riscontro di eventuali discrasie.

Sanzioni ridotte per il ravvedimento operoso

L'architettura del nuovo controllo, per quanto stringente, non esclude vie di uscita per i contribuenti che abbiano commesso errori o omissioni. Il legislatore, in una logica che privilegia il rientro spontaneo delle somme, ha infatti confermato e integrato il regime del ravvedimento operoso. Chi, ricevuto un avviso di accertamento automatizzato, provveda a saldare integralmente il debito Iva più gli interessi, può beneficiare di una sensibile riduzione delle sanzioni monetarie. Tale impostazione, che mira a snellire il contenzioso e a recuperare rapidamente le entrate, rappresenta un chiaro incentivo a regolarizzare la propria posizione prima che l'Agenzia proceda con atti esecutivi di maggiore rigidità.

Gli indicatori di rischio e l'azione dell'Agenzia

L'efficacia del sistema poggia sulla definizione di una serie di indicatori di rischio, parametri statistici e analitici che il software incrocia per segnalare le situazioni anomale. Tali indicatori, la cui composizione specifica non è resa pubblica per ovvie ragioni di efficacia del contrasto, tengono conto del settore di attività, del volume degli incassi, della congruità tra fatturato dichiarato e movimenti finanziari, nonché della tracciabilità digitale delle operazioni. L'intervento umano degli ispettori rimane cruciale nella fase successiva, ossia nell'analisi approfondita dei casi segnalati e nella gestione del contraddittorio con il contribuente, ma il primo screening è ormai totalmente demandato alla macchina, garantendo una copertura e una tempistica prima impensabili.

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