Reza Pahlavi annuncia la fine del regime iraniano: "Khamenei in fuga, è tempo di democrazia"
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Redazione Esteri
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Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia, ha dichiarato che il regime degli ayatollah è ormai "sconfitto", aggiungendo che Ali Khamenei starebbe preparando la fuga insieme alla sua cerchia. "Vacilla sull’orlo del baratro e non deve essere autorizzato a continuare", ha affermato durante una conferenza stampa a Parigi, dove si è offerto di guidare una transizione democratica, pur precisando di non ambire al potere politico. "È giunto il momento di porre fine a questa rovina", ha insistito, definendo l’attuale fase come "il nostro muro di Berlino", un momento storico ma carico di rischi.
Le sue parole, diffuse anche attraverso i social network, dipingono un quadro di crescente instabilità interna: "L’esercito è diviso, mentre il popolo è unito". Secondo Pahlavi, le fondamenta del regime, in piedi da 46 anni, si starebbero sgretolando. Nonostante il tono da capo di stato – ha assicurato che Khamenei avrà "un processo equo" – il suo ruolo resta ambiguo. Figura di spicco della diaspora iraniana, da decenni lontano dalla patria, Pahlavi è visto con scetticismo da molti connazionali, che lo considerano un simbolo del passato più che un leader credibile.
La sua proposta di transizione, per quanto accolta con interesse da alcuni ambienti occidentali, si scontra con una realtà complessa. L’opposizione interna al regime è frammentata, e non è chiaro quanto sostegno avrebbe un governo provvisorio guidato da un esponente della monarchia deposta. Intanto, le dichiarazioni su Khamenei in fuga – sebbene non confermate da fonti indipendenti – riflettono il clima di tensione che attraversa l’Iran, dove le proteste non si sono mai placate del tutto dopo la morte di Mahsa Amini.




