Sparatoria a Monreale, l’arcivescovo: “Due vittime erano membri di una confraternita”
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Redazione Interno
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La notte scorsa, poco dopo l’una, in via Benedetto d’Acquisto, a due passi dal Duomo di Monreale, una lite banale è degenerata in una sparatoria che ha lasciato sul terreno tre morti e due feriti. Le vittime, tutte giovani tra i 23 e i 34 anni, sono state identificate come Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli, quest’ultimo spirato solo alcune ore dopo, nonostante i disperati tentativi dei medici.
L’arcivescovo di Monreale, reduce dal funerale di papa Francesco a Roma, ha espresso sgomento per quanto accaduto, sottolineando che due dei ragazzi uccisi facevano parte della Confraternita del Santissimo Crocifisso. “La violenza ha colpito ancora, e questa volta nel cuore della nostra città”, ha dichiarato, definendo l’accaduto “doloroso, sconcertante e inaccettabile”.
Dalle prime ricostruzioni, emerge un gesto di coraggio da parte di Miceli, che prima di essere raggiunto dai proiettili avrebbe fatto salire in macchina la fidanzata, ordinandole di chiudersi dentro e di non aprire. Subito dopo, si sarebbe diretto verso il cugino, Turdo, nel tentativo di aiutarlo, ma entrambi sono stati colpiti a morte. La dinamica, ancora da chiarire nei dettagli, è stata confermata da diverse testimonianze raccolte dagli inquirenti.
La piazza era affollata al momento della sparatoria, con un centinaio di persone che hanno assistito alla scena. I carabinieri, oltre a setacciare l’area alla ricerca di indizi, hanno convocato in caserma due giovani palermitani, maggiorenni, sospettati di avere un ruolo nella tragedia. Intanto, i feriti sono stati trasportati all’ospedale Civico di Palermo, dove le loro condizioni restano sotto osservazione.




