Sayf e la ballerina Bianca Genovese, il bacio dopo il secondo posto a Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il secondo classificato del Festival di Sanremo 2026, Sayf, ha un cuore che batte per una ballerina. Si chiama Bianca Genovese, ed è stata la presenza fissa e discreta dietro le quinte dell’Ariston per tutta la durata della kermesse. Una relazione, la loro, tenuta lontana dai riflettori durante le serate di gara, salvo poi esplodere in un gesto pubblico proprio al termine della competizione. Quando la proclamazione del vincitore Sal Da Vinci ha spento l’ultima speranza di vittoria per il rapper genovese, Bianca ha rotto il riserbo social con uno scatto che li ritrae in un bacio tenerissimo. La didascalia, “Il vincitore per me sei tu”, è diventata in poche ore il simbolo di un affetto che prescinde dal verdetto della sala stampa.
La giovane, che nel suo profilo Instagram si definisce ballerina e che conta circa 21mila follower, ha documentato quei giorni febbrili con storie rubate tra le prove e i camerini, condividendo l’attesa e l’adrenalina che precedevano ogni esibizione del compagno. Nonostante la riservatezza mantenuta da Sayf – all’anagrafe Adam Sayf Viacava, 27 anni a marzo, nato a Genova da padre italiano e madre tunisina – sulla propria vita sentimentale, la sua presenza al suo fianco è stata costante. L’artista stesso, del resto, nel corso delle ospitate post-Festival ha voluto omaggiarla pubblicamente: prima a *Che Tempo Che Fa*, mandandole un saluto in diretta, e poi a *Domenica In*, dove, dopo aver spiegato che il brano *Tu mi piaci tanto* è dedicato a tutte le persone che lo circondano, ha concluso la sua intervista con un semplice ma significativo «Ciao amore» rivolto a lei.
Una madre sul palco e l’orgoglio delle radici
Se Bianca Genovese ha rappresentato il sostegno privato, l’altra figura femminile cardine in questa avventura sanremese è stata senza dubbio la madre, Samia Ghariani. Salita sul palco dell’Ariston nella serata delle cover insieme al figlio, ad Alex Britti e a Mario Biondi per interpretare Hit the Road Jack, è stata poi protagonista di un momento di alta emotività nella finale, quando Sayf l’ha raggiunta in platea per portarla con sé sotto i riflettori. Un gesto che ha suggellato un legame fortissimo, fatto di memoria e di sogni: la signora Samia ha raccontato di aver guardato il Festival fin da quando viveva in Tunisia, negli anni Ottanta, identificandosi nell’Italia come una personale “terra promessa” sulle note di Eros Ramazzotti. Oggi, quel palco lo ha calcato per davvero, diventando parte integrante della coreografia e della narrazione del figlio.
La presenza materna, tuttavia, non si è limitata alla commozione. Al settimanale DiPiùTv, Samia Ghariani ha rilasciato dichiarazioni che hanno fatto discutere, punzecchiando il vincitore Sal Da Vinci: «Mio figlio è andato a Sanremo senza aspettative, anche se alla fine, quando si stava giocando la vittoria finale, ho creduto veramente che potesse vincere. Ma la vera vittoria di un cantante è l’affetto che le persone gli danno». Parole che arrivano in un momento in cui i dati digitali sembrano darle ragione: Sayf ha trionfato nella classifica di crescita su Spotify con un incremento di 1,8 milioni di ascoltatori mensili, affiancato da Marco Masini e Ditonellapiaga, e ha dominato anche su Instagram con 245mila nuovi follower, staccando nettamente lo stesso Sal Da Vinci.
Oltre l’apparenza di una semplice canzone d’amore
Il brano che ha portato Sayf al secondo posto, Tu mi piaci tanto, scritto con Giorgio De Lauri e Luca Di Blasi, si è rivelato ben più di una dichiarazione d’amore. Sotto una patina pop e un ritornello volutamente orecchiabile, il testo scava nelle contraddizioni italiane: si passa dalle alluvioni in Emilia e Liguria alle tasse spese in un hotel a ore, dal ricordo vivido dell’azione di Cannavaro ai mondiali del 2006 fino a un riferimento non casuale a Luigi Tenco, morto proprio a Sanremo. Sayf, cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, ha spiegato che il brano è una fotografia della società, una riflessione sincera che contiene immagini vissute in prima persona e scene impresse nella memoria collettiva. Una canzone che, come lui stesso l’ha definita, è “una supposta”: un involucro leggero per veicolare un contenuto amaro e stratificato, in cui la paura di non essere capiti si mescola alla volontà di raccontare il Paese “nonostante tutto”, con l’orgoglio di chi, per via delle proprie origini miste, sente di avere uno sguardo doppio sulla realtà.
L’identità mediterranea e il futuro dopo il Festival
Classe 1999, cresciuto a pane e rap dopo gli studi di tromba alle medie, Sayf ha costruito la sua identità musicale nel collettivo Luvre Muzik e poi con Genovarabe, un progetto che unisce la tradizione ligure alle sonorità nordafricane. Il 2025 era stato l’anno della svolta con la hit estiva Sto bene al mare incisa insieme a Marco Mengoni e Rkomi, ma è con il palco dell’Ariston che il pubblico generalista lo ha scoperto definitivamente. Il secondo posto, per quanto amaro per chi insegue il trionfo, ha aperto le porte a un consenso trasversale che i numeri delle piattaforme streaming confermano senza equivoci. Per l’estate è già stato annunciato il Santissima Fest 2026 al Porto Antico di Genova, il 18 luglio, un appuntamento che si preannuncia come la prima grande occasione per vedere dal vivo un artista che ha saputo portare la complessità del Mediterraneo al centro della scena musicale italiana.




