La mamma di Sayf dopo il Festival: «La vera vittoria è l’affetto della gente, Sal Da Vinci ha vinto ma io tifavo mio figlio»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quando Sayf, nella serata finale del Festival di Sanremo 2026, è sceso in platea e ha teso la mano verso di lei, Samia Ghariani — che sedeva tranquilla tra il pubblico — non poteva immaginare che da lì a pochi secondi si sarebbe ritrovata sul palco dell’Ariston, abbracciata a suo figlio e sotto i riflettori di una kermesse che lei stessa, da ragazza in Tunisia, guardava in televisione sognando l’Italia. Quella scena, destinata a rimanere tra le più commoventi della rassegna, è stata per la signora una sorpresa assoluta: «Non mi aveva anticipato nulla e non me lo aspettavo proprio — ha raccontato —, comunque è stata un’emozione indescrivibile, un momento che non dimenticherò mai». La gente, adesso, la ferma per strada e le ripete che quel gesto ha fatto emozionare anche chi guardava da casa.
La classifica finale, con la vittoria di Sal Da Vinci e il secondo posto di Sayf, ha lasciato nella madre del rapper genovese un retrogusto agrodolce, che però lei stessa ha voluto subito incanalare in una riflessione più ampia sul significato del successo. Ammette candidamente, in un’intervista rilasciata al settimanale *DiPiùTv*, che quando suo figlio — all’anagrafe Adam Viacava — è rimasto in lizza per la vittoria finale contro il cantante napoletano, lei ci ha creduto davvero: «Quando Adam si stava giocando la vittoria finale con Sal Da Vinci, ho creduto veramente che potesse vincere il Festival». Ma, aggiunge con realismo, «comunque va bene così, non posso lamentarmi perché anche il secondo posto è un grande traguardo». Ed è proprio in questo passaggio che la signora Ghariani introduce una nota personale, destinata a far discutere: «Sono dell’idea che la vera vittoria di un cantante è l’affetto che le persone gli danno».
L'emozione del palco e la scoperta del successo vero
Non era la prima volta che Samia Ghariani saliva all’Ariston in quei giorni: la sera delle cover, infatti, Sayf l’aveva voluta con sé per la coreografia di *Hit the Road Jack*, il brano di Ray Charles che aveva interpretato insieme ad Alex Britti e Mario Biondi. Ma l’ultima sera è stata un’altra cosa. Quell’abbraccio finale, con il figlio che la teneva stretta dopo aver cantato *Tu mi piaci tanto*, è diventato immediatamente virale, e per la madre una conferma di quanto il pubblico possa riconoscere l’autenticità al di là delle graduatorie: «Le persone che ora mi riconoscono per strada mi dicono “complimenti signora, lei e suo figlio ci avete fatto emozionare” — racconta —, sono cose che scaldano il cuore». Parole che riecheggiano il senso di quella "vera vittoria" da lei invocata, quella che non si misura in percentuali di voto ma nella capacità di lasciare un segno.
Una storia di radici e di semplicità
Classe 1999, Sayf è cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, figlio di madre tunisina e padre italiano. La sua musica — un mix di rap e cantautorato — ha convinto il pubblico del televoto, che lo ha premiato come il più amato della finale con il 26,4% contro il 23,6% di Sal Da Vinci. Una dinamica che la madre, tunisina di origine e da sempre appassionata del Festival — racconta di essere stata conquistata nel 1984 da Eros Ramazzotti e dalla sua *Terra promessa* —, ha vissuto con l’entusiasmo di chi quella "terra promessa" l’ha poi raggiunta davvero, trasferendosi in Italia nel 1995. Nonostante i riflettori e la popolarità improvvisa, Samia Ghariani tiene a precisare che la loro vita resta quella di sempre: «Siamo persone semplici — assicura — e mi fanno molto piacere i complimenti, ma non ci monteremo la testa».
L’ombra del podio e un pensiero per chi ha vinto
Se le sue dichiarazioni sull’affetto del pubblico sono parse a molti una frecciatina nei confronti del vincitore, la madre di Sayf non entra mai in polemica diretta con Sal Da Vinci né mette in discussione il verdetto della giuria. Piuttosto, si limita a ribadire una personale filosofia di vita applicata al mondo della musica, aggiungendo che il figlio era partito per Sanremo senza particolari aspettative. Il secondo posto, in fondo, rappresenta per lei un traguardo impensabile fino a poche settimane prima, e le basta vedere la reazione della gente per sentirsi ripagata. In tutto questo, Sayf — che in conferenza stampa aveva paragonato la sua avventura a quella del Leicester, la squadra di calcio che vinse a sorpresa il campionato inglese — osserva e continua a fare musica, forte di un’identità artistica che mescola le due culture da cui proviene.




