Trump licenzia Pam Bondi, la sua ministra della Giustizia, e affida l’interim a Todd Blanche

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’ha fatto con un post, su Truth Social, come ormai usa quando si tratta di comunicare decisioni che scuotono l’amministrazione, e l’ha fatto senza troppi preamboli: Donald Trump, tornato alla Casa Bianca dopo la rielezione che lo ha riportato al potere, ha annunciato il licenziamento di Pam Bondi, la procuratrice generale degli Stati Uniti – colei che, fino a ieri, guidava il Dipartimento di Giustizia. Al suo posto, a tempo indeterminato ma con la formula dell’interim, subentrerà Todd Blanche, finora vice di Bondi e, in passato, legale personale del presidente. Una fonte a conoscenza dei fatti lo ha confermato alla Cnn, e altre due fonti hanno poi fornito gli stessi dettagli a Fox News.

Un licenziamento annunciato, tra verità social e incontri alla Casa Bianca

Secondo quanto ricostruito, Bondi ha incontrato Trump nella serata di ieri, nello Studio Ovale, prima del discorso presidenziale alla nazione incentrato sulla guerra in Iran. È stato proprio durante quel colloquio – durato non molto, a giudicare dalla tempistica successiva – che il presidente le avrebbe comunicato la rimozione. La procuratrice generale, dopo aver ascoltato la decisione, ha lasciato Washington alla volta della Florida, senza nemmeno attendere l’intervento televisivo di Trump. “Vogliamo molto bene a Pam – ha scritto il capo dello Stato sul suo social network – e presto inizierà un nuovo lavoro, molto importante e necessario, nel settore privato”. Parole che cercano di imbastire una narrazione gentile, per quanto possibile, attorno a un allontanamento che appare tutt’altro che consensuale.

Il nodo Epstein e l’audizione mancata del 14 aprile

La rimozione arriva a pochi giorni da una scadenza tutt’altro secondaria: il 14 aprile, la Commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti avrebbe dovuto interrogare Pam Bondi. Al centro dell’audizione, l’indagine del Dipartimento di Giustizia su Jeffrey Epstein – il finanziere morto in cella in circostanze ancora oggetto di ricostruzioni giudiziarie – e, più nello specifico, la gestione del materiale investigativo legato a quel caso. Un fronte spinoso, quello dei documenti su Epstein, che l’amministrazione Trump ha sempre maneggiato con estrema cautela. Bondi, definita dal presidente “una grande patriota statunitense e un’amica leale, che ha servito fedelmente come mio procuratore generale nell’ultimo anno”, si è quindi trovata sollevata dall’incarico prima di dover rispondere ai deputati. Nessuna spiegazione ufficiale ha mai legato direttamente i due eventi, ma la coincidenza temporale, come spesso accade in queste vicende, non è sfuggita agli osservatori.

Todd Blanche, il vice che sale alla guida del Dipartimento di Giustizia

Con Bondi fuori scena, la reggenza passa a Todd Blanche, finora suo vice. Lo stesso Trump lo ha confermato, aggiungendo che Blanche assumerà l’interim senza che sia stata indicata, per ora, una data per la nomina di un successore stabile. Blanche, che negli ultimi anni aveva seguito il presidente come avvocato in alcune battaglie legali prima di approdare al Dipartimento di Giustizia, si trova ora a dover gestire una struttura complessa e in piena fibrillazione. La sua non è una promozione inattesa, considerato il legame personale con Trump, ma resta il fatto che un interim ai vertici della Procura generale – in un momento in cui l’amministrazione è impegnata su più fronti giudiziari e politici – rappresenta una soluzione di corto respiro.

Le reazioni interne e il silenzio sulle inchieste in corso

All’interno del Dipartimento di Giustizia, la notizia ha circolato rapidamente attraverso i canali informali, vista l’assenza di una comunicazione ufficiale strutturata oltre al post presidenziale. Bondi, che aveva assunto l’incarico con la chiara investitura di Trump, lascia quindi un ruolo chiave senza che siano stati resi noti i termini esatti del contrasto – se di contrasto si è trattato. Quello che appare certo, dagli sviluppi giudiziari ancora aperti, è che il caso Epstein e la gestione dei fascicoli da parte del Dipartimento restano un tema caldo per la Commissione di vigilanza. L’audizione del 14 aprile, ora priva del suo testimone principale, potrebbe subire rinvii o trasformarsi in un ulteriore atto di un confronto già aspro tra esecutivo e legislativo. Per il momento, Blanche si siede alla scrivania che fu di Bondi, mentre l’ex procuratrice generale si prepara – come ha scritto Trump – a una nuova avventura nel privato.

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