Leghe e calciatori contro la Fifa sui calendari
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Redazione Sport
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L'associazione delle Leghe europee e Fifpro Europe, il sindacato dei calciatori, insieme a LaLiga, hanno presentato un reclamo alla Commissione Europea contro la Fifa, accusandola di abuso di posizione dominante nell'imposizione del calendario delle partite internazionali per il biennio 2025-2026. La questione ruota attorno al Mondiale per club 2025 e al Mondiale 2026, eventi che, secondo i ricorrenti, sovraccaricano ulteriormente un calendario già fitto di impegni, mettendo a rischio la salute dei giocatori e la qualità del gioco.
Massimo Mauro, ex centrocampista di Udinese, Juventus, Catanzaro e Napoli, ha espresso un'opinione controcorrente rispetto a molti calciatori attuali. Intervistato da la Repubblica, Mauro ha dichiarato che la protesta è esagerata e che si potrebbe giocare meno partite riducendo gli stipendi dei calciatori. Secondo lui, sarebbe accettabile disputare una ventina di partite in meno a stagione, a patto di ridurre anche gli ingaggi, offrendo così una soluzione che bilancia le esigenze economiche con quelle sportive.
Il tema dei calendari troppo fitti e del numero eccessivo di partite disputate è diventato un argomento di discussione ricorrente, con sempre più voci che si levano contro l'attuale gestione degli impegni calcistici. Le leghe europee e i sindacati dei calciatori sostengono che l'attuale situazione non è sostenibile e che è necessario un intervento per tutelare la salute dei giocatori, che sono esposti a un rischio maggiore di infortuni a causa del sovraccarico di partite.
La Fifa, dal canto suo, ha difeso le proprie scelte, sostenendo che gli eventi internazionali sono fondamentali per la crescita del calcio a livello globale e che il calendario è stato strutturato per massimizzare l'interesse e la partecipazione del pubblico.




