Trump al vertice Nato: l’Europa pagherà di più e "sarà una mia vittoria"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i leader dei 32 Paesi membri della Nato si riunivano all’Aia per un summit che avrebbe dovuto sancire un passo storico verso una difesa comune più solida, l’agenda è stata rapidamente oscurata dalle tensioni con l’Iran, dalle divisioni interne all’Alleanza e dalle pressioni dell’amministrazione Trump, che ha imposto un aumento delle spese militari al 5% del Pil. Una richiesta che, sebbene accolta con riluttanza da alcuni governi europei, è stata definita dal segretario generale Mark Rutte una "vittoria personale" del presidente americano.

Proprio Rutte, in un messaggio privato reso pubblico dallo stesso Trump durante il volo verso l’Olanda, ha elogiato senza mezzi termini l’impatto della sua leadership: "L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria". Parole che, al di là del tono diplomatico, rivelano una realtà innegabile: l’influenza di Washington sulla Nato non è mai stata così marcata, e gli alleati – volenti o nolenti – si stanno adeguando.

Ma il vertice, che avrebbe dovuto concentrarsi sul sostegno all’Ucraina e sulla stabilità nel Mediterraneo orientale, è stato fin dall’inizio segnato da frizioni. La Spagna, in particolare, ha espresso riserve sull’aumento delle spese, mentre altre capitali europee temono che l’insistenza di Trump possa minare la coesione dell’Alleanza. Senza contare che, sullo sfondo, pesano le conseguenze dell’escalation tra Israele e Iran, un conflitto che rischia di assorbire risorse e attenzione proprio mentre la Nato cerca di ridefinire i suoi obiettivi strategici.

Trump, dal canto suo, non ha nascosto il suo approccio pragmatico – se non cinico – verso l’organizzazione. Già nei giorni scorsi aveva lasciato intendere di non considerare prioritari gli impegni multilaterali, come dimostra l’abbandono del G7 di cui si era reso protagonista. Eppure, alla fine, ha scelto di partecipare al vertice, forse persuaso proprio dalle rassicurazioni di Rutte, che gli ha garantito il raggiungimento di un traguardo "mai ottenuto da nessun presidente americano in decenni".

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