Canada, i muscoli di Carney: l’Ontario minaccia gli Usa di tagliare l’elettricità a tre Stati
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Redazione Esteri
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Mark Carney, da poco eletto leader del partito liberale canadese e premier designato, ha già fatto parlare di sé, non solo per il suo passato da banchiere centrale ma anche per il tono deciso con cui si è rivolto agli Stati Uniti. «Gli americani non devono commettere errori: nel commercio, così come nell’hockey, il Canada vincerà», ha dichiarato, richiamando una metafora sportiva che risuona profondamente nel Paese. Carney, che ha ereditato il ruolo da Justin Trudeau, non ha esitato a sfidare apertamente l’amministrazione statunitense, minacciando di interrompere le forniture di elettricità dall’Ontario a tre Stati americani, una mossa che potrebbe avere ripercussioni significative sui rapporti bilaterali.
La sua ascesa politica, coronata da una vittoria schiacciante con l’85,9% dei voti, rappresenta una svolta per il Canada. Carney, spesso paragonato a Mario Draghi per il suo background finanziario, ha già dimostrato di saper gestire crisi di portata globale, dalla recessione del 2008 alla Brexit. «Tutto nella vita mi ha preparato per questo momento», ha affermato nel suo discorso di accettazione, sottolineando come i valori appresi in famiglia e nello sport abbiano plasmato il suo approccio alla leadership.
La minaccia di interrompere le esportazioni di energia elettrica, che rappresentano una risorsa cruciale per gli Stati nordorientali degli Usa, è stata interpretata come un segnale di forza. Carney, che ha sempre difeso l’autonomia del Canada rispetto agli Stati Uniti, ha ribadito che il Paese non sarà mai «una semplice appendice» del vicino meridionale. La mossa, se attuata, potrebbe innescare una crisi diplomatica, ma il nuovo premier sembra intenzionato a giocare d’anticipo, sfruttando le risorse energetiche come leva strategica.
Intanto, la sua elezione ha riacceso il dibattito interno sulla direzione del partito liberale. Carney, pur essendo alla sua prima esperienza politica, ha saputo conquistare la fiducia dei canadesi, promettendo di affrontare le sfide economiche e sociali con pragmatismo. La sua nomina, però, non è stata esente da critiche: alcuni osservatori hanno sottolineato come il suo profilo elitario possa allontanarlo dalle esigenze concrete degli elettori, soprattutto in un momento di crescente inflazione e difficoltà economiche.




