Manovra, nuovo taglio Irpef per i redditi medi: come può cambiare (e per chi) la busta paga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nuovo possibile taglio dell'Irpef per la fascia dei redditi medi. In vista della Manovra 2027, sul tavolo del governo c'è l'ipotesi di estendere l'aliquota del 33% fino a 60mila euro di reddito, allargando così il beneficio già introdotto nel 2026. Attenzione, però: non si tratta ancora di una misura approvata. Il provvedimento dovrà essere definito nella legge di Bilancio e restano da individuare modalità e coperture finanziarie.

La corsa verso la Manovra 2027 e il nodo delle coperture

Va verso l'accelerazione la corsa verso la Manovra 2027: venerdì 2 ottobre il Consiglio dei ministri è chiamato ad approvare il Documento programmatico di finanza pubblica, il primo passaggio concreto verso la nuova Legge di Bilancio. Il Dpfp è la cornice, il quadro macroeconomico nel quale verranno indicati i principali contenuti della Manovra in fase di scrittura, insieme ai suoi effetti finanziari.

L'operazione sull'Irpef ha un costo stimato che oscilla tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro e per trovare le coperture l'esecutivo sta valutando un taglio o un riordino delle centinaia di piccole detrazioni fiscali oggi in vigore. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha definito la prossima manovra una legge di Bilancio "difficile", richiamando in particolare l'effetto dell'inflazione, la necessità di mantenere sotto controllo i conti pubblici e il costo del debito legato alle nuove emissioni di titoli di Stato.

Quanto si risparmierebbe con l'estensione dello scaglione

L'impatto economico della proposta si concentra sulla quota di reddito compresa tra 50.000 euro e 60.000 euro: su questa porzione oggi si versa il 43% di Irpef, mentre con l'ampliamento del secondo scaglione fino a 60.000 euro si pagherebbe il 33%, con un risparmio massimo di 1.000 euro l'anno. Il beneficio cresce in modo lineare al crescere del reddito all'interno di questa fascia: chi ha un reddito di 52.000 euro ottiene un vantaggio parziale di 200 euro, a 55.000 euro il risparmio sale a 500 euro, fino ad arrivare al tetto di 1.000 euro per chi raggiunge o supera i 60.000 euro.

Il risparmio rimane costante e fisso per tutti i redditi superiori a 60.000 euro, salvo l'introduzione di meccanismi di décalage o tetti di reddito per l'accesso alla detrazione, evenienza che al momento non sembra rientrare nelle intenzioni dell'esecutivo. A beneficiarne non saranno soltanto coloro che hanno redditi fino a 60.000 euro, ma anche coloro che hanno redditi superiori, poiché la riduzione si applica comunque allo scaglione interessato.

La richiesta di flessibilità a Bruxelles

«Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri». Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, interpellata nel corso dell'incontro con la stampa sulla richiesta dell'Italia di maggior flessibilità alla luce degli alti livelli dell'inflazione. «Non abbiamo ancora ricevuto la lettera» inviata dalla premier Giorgia Meloni, ha però precisato il portavoce Balazs Udjvari, ricordando poi le caratteristiche della clausola nazionale di salvaguardia estesa anche all'energia oltre che agli investimenti nella difesa.

La richiesta italiana punta a ottenere dalla Commissione il riconoscimento dell'inflazione legata al caro energia nel calcolo dei parametri europei. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato la natura della richiesta: «Il sentiero della spesa è un sentiero di spesa nominale. Noi lo stiamo rispettando, siamo tra i più bravi. Però il problema è che contiene un tasso di inflazione che è programmato all'epoca da parte della Commissione evidentemente molto inferiore rispetto a quello che si è verificato».

Con l'attuale livello dei prezzi, ha aggiunto, quel sentiero di spesa diventa difficile da mantenere, e non solo per l'Italia.

Dall'Ecobonus al 65% alle altre misure allo studio

Nel cantiere della Manovra 2027 non c'è solo il capitolo Irpef. Tra i dossier sui quali il governo sta lavorando ci sono i bonus fiscali per la casa, con particolare attenzione agli interventi destinati a migliorare l'efficienza energetica degli edifici. Il viceministro Leo ha indicato la possibilità di aumentare dall'attuale 50% al 65% la detrazione per alcune spese di riqualificazione energetica, il cosiddetto ecobonus, sottolineando che questo tipo di intervento potrebbe beneficiare degli spazi di flessibilità previsti a livello europeo.

Tra gli interventi potenzialmente interessati figurano infissi, pompe di calore, sistemi ibridi, solare termico, schermature e cappotti termici. Sul tavolo ci sono anche un pacchetto per gli under 35, con una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio, e l'ipotesi di una detassazione delle tredicesime mensilità.

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