Il giorno del compleanno numero sette per i gemelli della famiglia del bosco, tra festeggiamenti in casa famiglia e nuove tensioni peritali
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Redazione Interno
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Oggi, 4 marzo, i due gemelli di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i cui volti e la cui storia sono ormai noti alle cronache come quelli della "famiglia del bosco", spengono sette candeline. Lo faranno lontani dal casale di Palmoli, dagli animali a cui sono tanto legati e dal padre, all'interno della casa famiglia di Vasto dove ormai da più di cento giorni risiedono insieme alla madre. La ricorrenza, che dovrebbe essere un momento di gioia, si tinge inevitabilmente delle tinte cupe di una vicenda giudiziaria che non accenna a trovare una soluzione e che anzi, nelle ultime settimane, ha visto emergere nuove e delicate frizioni, non solo tra i genitori e le istituzioni, ma anche all'interno dello stesso perimetro professionale chiamato a valutare la loro idoneità genitoriale. La madre, che nella struttura protetta gestita dalla diocesi vive un rapporto quantomeno complicato con le operatrici, alle quali imputa continue e inaccettabili ingerenze nel metodo educativo dei suoi bambini, ha chiesto alla maestra di sospendere le lezioni proprio per questo giorno, proponendo un recupero successivo, nella speranza di alleviare il turbamento emotivo dei piccoli.
Mentre i riflettori sono puntati sul compleanno e sulle prossime tappe giudiziarie, fissate per il 6 e il 7 marzo con le valutazioni peritali sui minori, un fatto nuovo e concreto è però giunto a modificare il perimetro materiale della vicenda. Prima ancora che i giudici si esprimano, un benefattore, un architetto triestino che ha voluto mantenere l'anonimato e che agirebbe tramite la Fondazione Pia Miramar Ets, ha garantito la copertura del canone di locazione della "Casetta di nonna Gemma", l'abitazione dove attualmente vive Nathan Trevallion. L'offerta, come hanno reso noto i proprietari Armando Carusi e la figlia Leonora, prevede la possibilità di sostenere l'affitto non solo fino alla fine dell'anno in corso, ma, se necessario, fino al raggiungimento della maggiore età da parte dei tre figli della coppia, un gesto di solidarietà che interviene in un momento di profonda incertezza abitativa per il padre. Quest'ultimo, dopo la scadenza dell'ospitalità gratuita, aveva già provveduto personalmente a pagare una mensilità per poter continuare a ospitare la suocera e la cognata, arrivate dall'Australia per sostenere la famiglia in questa fase complessa.
Il silenzioso lavoro diplomatico e le fratture familiari sulla meta del futuro
Parallelamente agli sviluppi concreti sul fronte abitativo, la diplomazia internazionale continua a tessere le sue trame in modo discreto ma costante. Il governo australiano, attraverso un delegato della propria ambasciata, non ha mai interrotto i contatti con la famiglia e con le istituzioni italiane, e più volte un rappresentante si è recato nella casa famiglia di Vasto per verificare le condizioni della madre e dei bambini e offrire supporto morale, nel pieno rispetto delle norme italiane. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha confermato di essere stato ripetutamente contattato per aggiornamenti sulla vicenda, a riprova di un'attenzione che non è mai venuta meno. Tuttavia, questa presenza istituzionale si scontra con la percezione della coppia: in un'intervista al programma australiano 60 Minutes, poi ripresa dal Sydney Morning Herald, Catherine Birmingham ha espresso tutta la sua delusione per quello che percepisce come un sostegno inadeguato da parte del proprio Paese, arrivando a definire il comportamento del governo australiano come un vero e proprio abbandono, una ritrosia a confrontarsi con i regolamenti italiani. In quella stessa intervista, Nathan e Catherine hanno lanciato un vero e proprio annuncio-programma, dichiarando che il loro futuro non è in Italia, ma altrove in Europa, un progetto di trasferimento la cui realizzabilità concreta appare però complessa, considerando che la potestà genitoriale è stata loro sospesa.
A complicare ulteriormente il quadro, sulla possibilità di un trasferimento in Australia, caldeggiato invece dalla nonna materna Pauline e dalla zia Rachael, si è aperta una frattura con la posizione del padre. Nathan Trevallion, infatti, è fermamente intenzionato a non abbandonare Palmoli, il borgo dove la famiglia aveva scelto di vivere e dove sente di aver messo radici, un contrasto che getta un'ombra sulle possibilità di una soluzione unitaria. La nonna, in un appello accorato, ha dichiarato che i bambini sono cambiati, turbati da quanto accaduto, sostenendo che solo in Australia potrebbero ritrovare una serenità ormai perduta, ma la volontà del padre rappresenta un ostacolo non secondario a questo progetto.
Il nodo delle perizie e la bufera sulle figure professionali coinvolte
Se il fronte abitativo e quello diplomatico registrano movimenti significativi, è sul piano tecnico-giudiziario che si addensano le nubi più scure. La difesa della coppia, guidata dallo psichiatra Tonino Cantelmi, ha infatti sollevato pesanti eccezioni sulla professionalità e sull'imparzialità di alcune delle figure incaricate di valutare la famiglia. L'attenzione si è concentrata in particolare su Valentina Garrapetta, la giovane psicologa, iscritta all'albo da soli tre anni, che ha somministrato i test psicodiagnostici alla madre Catherine, i cui esiti l'hanno vista uscire in lacrime e profondamente provata da un incontro definito durissimo. Secondo il consulente di parte, la dottoressa Garrapetta avrebbe mostrato limiti evidenti sia nella scelta dei test, definiti obsoleti e troppo discrezionali, sia nella metodologia di somministrazione.
La contestazione, però, non si ferma alle competenze tecniche, ma investe il cuore del principio di imparzialità che deve guidare tali valutazioni. Sono stati infatti scandagliati i profili social della psicologa, emergendo like e condivisioni di post risalenti allo scorso novembre, quindi antecedenti all'incarico, in cui si esprimevano giudizi fortemente denigratori nei confronti della famiglia Trevallion-Birmingham. Frasi come "Sante parole" a commento di un lungo post che parlava di "fiaba esotica" e di casolare offerto come un "premio", o la condivisione di appelli a lasciar lavorare in pace il tribunale e gli assistenti sociali difendendoli da presunti attacchi, hanno fatto scattare l'allarme nella difesa. Per Tonino Cantelmi, pubblicare dichiarazioni pubbliche così gravi contro la famiglia e poi accettare di valutarne le capacità genitoriali rappresenta un errore deontologico inaccettabile. La Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, ha concordato sulla gravità della situazione, sottolineando come in questo modo venga meno in radice il requisito fondamentale dell'imparzialità.
Di conseguenza, la difesa si dice pronta a presentare un esposto all'Ordine degli psicologi nei confronti della dottoressa Garrapetta e, parallelamente, sta valutando la ricusazione della Consulente tecnica d'ufficio Simona Ceccoli, colei che ha scelto la giovane professionista per l'esecuzione dei test e che è titolare della perizia complessiva. Mentre gli strascichi di queste polemiche rischiano di gettare un'ombra lunga sugli accertamenti già compiuti e su quelli in programma per i bambini nei prossimi giorni, la famiglia aspetta. E nel giorno del compleanno, il piccolo gemello, particolarmente triste e silenzioso, con risvegli notturni traumatici, continua a ripetere alla madre una domanda semplice e disarmante: «Perché non sono a casa per il mio compleanno? Come facciamo a uscire da questo posto?». Per la sua festa, ha chiesto solo una cosa: di poter rivedere il suo cavallo Lee, l'asinello Gallipoli, il gatto Pasquale e la sua casa nel bosco.




