Trek Domane Gen 5, l'addio all'IsoSpeed per una nuova endurance in carbonio
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Trek Bicycle ha presentato la quinta generazione della Domane, la sua bici da strada endurance in carbonio che da oggi si presenta più leggera, dal design più elegante e con un approccio rivoluzionato al comfort. La novità più eclatante, destinata a fare discutere gli appassionati, è l'abbandono del sistema IsoSpeed, la tecnologia che per anni ha rappresentato il cuore pulsante del modello e un vero e proprio marchio di fabbrica per il marchio di Waterloo, in Wisconsin.
Al posto del complesso sistema di articolazione tra tubo verticale e tubo orizzontale, che permetteva una flessione controllata per assorbire le asperità, Trek ha scelto di puntare su una combinazione più semplice e tradizionale: un telaio con un layup di carbonio ottimizzato, un reggisella rotondo studiato per flettersi verticalmente e, elemento chiave, il ricorso a pneumatici di sezione sempre più generosa.
L'evoluzione del comfort: meno meccanica, più gomma
La scelta di eliminare l'IsoSpeed non è stata dettata dal caso ma da una precisa evoluzione tecnica che ha investito il mondo del ciclismo su strada negli ultimi anni. Quando la Domane fece la sua comparsa, con vittorie di tappe epiche al Pavé di Fabian Cancellara, il comfort si otteneva con soluzioni meccaniche perché gli spazi per i copertoni erano limitati a sezioni di 25 o al massimo 28 millimetri, con pressioni di gonfiaggio molto elevate.
Oggi, con l'avvento dei freni a disco e la conseguente libertà progettuale, la nuova Domane Gen 5 offre una clearance che arriva fino a 40 millimetri, consentendo di montare pneumatici da 35 millimetri di serie sulla maggior parte delle versioni. Questo maggiore volume d'aria, abbassando la pressione, assorbe naturalmente le vibrazioni del manto stradale, un principio che i test interni di Trek hanno validato, dimostrando che la nuova configurazione, pur senza IsoSpeed, resta entro il 5% delle prestazioni di comfort della generazione precedente.
Un dato significativo che giustifica il cambio di rotta, spostando l'attenzione dalla meccanica alla ciclistica e alla gommatura.
Leggerezza e rigidità, la ricetta per una bici più reattiva
L'operazione di semplificazione ha permesso a Trek di ottenere un risultato altrettanto importante per i ciclisti più esigenti: la riduzione del peso. I telai in carbonio della serie SLR, realizzati con la fibra 900 Series OCLV ereditata dalla Madone, vantano un risparmio di ben 305 grammi rispetto al passato, con il modello di punta SLR 9 AXS 1x che raggiunge un peso complessivo dichiarato di soli 6,63 chilogrammi, un valore che scavalca persino i limiti spesso indicati dall'UCI.
Ma non si è trattato solo di un'operazione "dimagrante": la casa americana ha lavorato anche sulla risposta del telaio alla pedalata. La rigidità misurata durante lo sforzo registra un incremento del 6% rispetto alla Domane Gen 4, posizionando il nuovo telaio in una via di mezzo, in termini di reattività, tra la precedente endurance e la più votata alle prestazioni cronometriche, la Madone. Per chi cerca una bici che non sia solo confortevole ma anche scattante e piacevole da guidare in salita, il messaggio è chiaro: il divertimento è garantito.
Posizione e versatilità: la bici del ciclista su strada
Per rispondere alle esigenze del ciclista moderno, la quinta generazione della Domane introduce anche novità nell'ergonomia e nell'equipaggiamento. La gamma di taglie si riduce da nove a sei, allineandosi alla "size curve" già adottata per la Madone, con l'obiettivo di ottimizzare la vestibilità per la maggior parte dei ciclisti.
Per favorire una posizione di guida più eretta e rilassata, tipica delle lunghe distanze, la maggior parte degli allestimenti monta il nuovo Bontrager Riser Bar, un manubrio che rialza la posizione delle maniglie di 20 millimetri senza ricorrere a un attacco potenza con angolazione positiva estrema.
La versatilità è poi un altro punto di forza: lo spazio per i copertoni da 40 millimetri permette di trasformare questa bici in una compagna di viaggio all-road, capace di affrontare non solo l'asfalto liscio ma anche strade bianche e tratti in ghiaia leggera, ampliando gli orizzonti di chi la possiede senza dover per forza cambiare bicicletta.
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