Ai funerali di papa Francesco l’inviata di Putin: la ministra Lyubimova tra le autorità

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La presenza della ministra della Cultura russa, Olga Lyubimova, ai funerali di papa Francesco ha confermato l’assenza, inevitabile, di Vladimir Putin, il cui nome è legato a mandati di arresto internazionali per crimini di guerra in Ucraina. Mentre oltre 200mila giovani affollavano piazza San Pietro e altre 20mila si radunavano a Santa Maria Maggiore, la rappresentante del Cremlino è arrivata sul sagrato della basilica vaticana, dove ha scambiato qualche parola con un esponente del clero ortodosso prima di prendere posto tra le delegazioni straniere.

Lyubimova, che ha 43 anni e guida il dicastero della Cultura dal 2020, è stata designata come inviata ufficiale della Russia, scelta che riflette la necessità di Mosca di mantenere un profilo diplomatico nonostante l’isolamento crescente. La sua partecipazione, seppur discreta, non è passata inosservata, soprattutto in un contesto in cui le relazioni tra la Santa Sede e il governo russo restano tese, anche a causa delle posizioni del pontefice sulla guerra.

La cerimonia, trasmessa in diretta mondiale, è stata scandita dalle parole del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che ha ricordato come Francesco "abbracci ora il mondo dal cielo". Tra i presenti, oltre a capi di Stato e leader religiosi, spiccavano anche le figure di chi, come Lyubimova, rappresentava paesi al centro di controversie internazionali. La ministra, senza rilasciare dichiarazioni, ha seguito i riti con apparente compostezza, mentre il peso della situazione geopolitica aleggiava tra i convenuti.

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