Gaia Costa uccisa a Porto Cervo, la moglie dell’ad di Lufthansa si dice pronta a collaborare
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Redazione Interno
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Gaia Costa, 24 anni di Tempio Pausania, stava attraversando sulle strisce pedonali di via Aga Khan, a Porto Cervo, quando un Suv Bmw l’ha travolta. Era la tarda mattinata dell’8 luglio, e la giovane, che lavorava come babysitter nella località turistica, aveva alzato un braccio nel tentativo di farsi notare. Un gesto inutile: l’impatto l’ha scaraventata in aria, facendole battere violentemente la testa sull’asfalto. Trasportata in ambulanza ancora viva, è morta poco dopo per le gravissime lesioni cerebrali riportate.
Al volante del mezzo c’era Vivian Spohr, 51 anni, manager tedesca e moglie di Carsten Spohr, amministratore delegato di Lufthansa, in vacanza in Costa Smeralda. Secondo le prime ricostruzioni, la donna non avrebbe visto Gaia mentre attraversava, ma gli accertamenti tecnici – tra cui l’analisi delle telecamere di sorveglianza e l’esame del veicolo – dovranno chiarire la dinamica esatta. Tra gli elementi da verificare, la presenza di una frenata o di un’accelerazione improvvisa, così come la possibilità che la Spohr abbia avuto un malore.
I carabinieri, su mandato della Procura di Tempio Pausania, stanno raccogliendo testimonianze e materiale utile all’inchiesta. La stessa Spohr, come confermato dagli inquirenti all’ANSA, si è sottoposta agli esami tossicologici, risultati negativi, e ha assicurato piena disponibilità a collaborare. Non essendoci motivi per trattenere la donna, è potuta rientrare in Germania, mentre la famiglia di Gaia – che aveva scelto la Sardegna per lavorare durante la stagione estiva – affronta ora un lutto improvviso e drammatico.




