Truffa del porta a porta, chiesto il processo per sei padovani
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Redazione Interno
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La truffa del porta a porta che avrebbe colpito oltre 1.200 donne anziane in diverse zone del Nord Italia è al centro di un’inchiesta che ha portato la Procura della Repubblica di Padova a chiedere il rinvio a giudizio per sei persone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il gruppo avrebbe agito entrando nelle abitazioni delle vittime, individuate tra persone più fragili e sole, per convincerle ad acquistare costosi articoli casalinghi facendo leva su presunti contratti di acquisto stipulati anni prima.
L’attività investigativa ha coinvolto anche Ferrara, dove la Guardia di finanza di Padova ha ricostruito nove azioni riconducibili al gruppo con base nella città euganea. Le accuse contestate, a vario titolo, sono di associazione per delinquere, estorsione, tentata estorsione e truffa. L’inchiesta riguarda un sistema di vendite porta a porta che, secondo la tesi degli investigatori, sarebbe stato organizzato per ottenere pagamenti attraverso pressioni e raggiri nei confronti di persone anziane.
Le accuse e la richiesta di processo per sei persone
Il pubblico ministero Marco Brusegan ha chiesto il rinvio a giudizio di sei persone residenti tra Padova e la provincia: Umberto Zoja di 59 anni, Michela Boaretto di 60 anni, Nicola Mezzaro di 35 anni, Massimo Scanferla di 65 anni, Nicolò Magro di 34 anni e Nicola Michelotto di 36 anni. Le contestazioni riguardano il presunto coinvolgimento in un’associazione per delinquere accusata di aver organizzato una rete di truffe ed estorsioni porta a porta.
Le indagini della Guardia di finanza di Padova hanno ricostruito un’attività estesa in gran parte del territorio nazionale. La Procura ritiene che il gruppo abbia raggirato più di 1.200 donne anziane, con episodi registrati in diverse città del Nord Italia. Il meccanismo contestato agli indagati sarebbe stato basato su visite nelle abitazioni e sulla richiesta di acquisto di prodotti collegata a presunti accordi precedenti, utilizzati come elemento di pressione sulle vittime.
I casi accertati nelle città coinvolte dall’inchiesta
Tra le località interessate dall’indagine figura anche Ravenna, dove sono state individuate 12 vittime accertate nell’ambito della maxi-inchiesta sulla truffa porta a porta. I numeri raccolti dagli investigatori mostrano una distribuzione ampia dei casi: a Bologna le persone raggirate sarebbero 55, a Brescia 95 e a Milano 185, secondo quanto emerso dalle ricostruzioni investigative.
Anche in provincia di Padova sono stati segnalati diversi episodi legati al sistema contestato, con quindici casi riportati nell’ambito degli accertamenti sulle truffe agli anziani. L’indagine ha quindi delineato un quadro che coinvolge più territori e che ha portato alla richiesta di processo per le sei persone accusate di aver preso parte alla rete di raggiri.
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