Alluvione in Nepal, la piena devasta Rasuwa dopo la frana

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’alluvione in Nepal ha travolto villaggi, strade e ponti nel distretto di Rasuwa dopo una violenta e improvvisa piena arrivata dal sistema fluviale del Bhotekoshi, al confine con il Tibet. L’inondazione, avvenuta nella mattina di mercoledì 26 agosto, si è propagata rapidamente verso le aree più a valle e ha interessato anche il distretto di Novakot, lasciando dietro di sé vittime, centinaia di persone non contattabili e pesanti danni. Tra le ipotesi indicate per spiegare l’evento c’è quella di una frana in alta montagna collegata a un terremoto di magnitudo 4.4, con la conseguente formazione di una vera e propria alluvione-lampo capace di estendersi fino a circa 50 chilometri.

Alluvione-lampo a Rasuwa, cosa può aver provocato la piena

Il climatologo del Consorzio Lamma-Cnr Tommaso Torrigiani ha descritto l’evento come un possibile “flash-flood”, cioè un’alluvione-lampo caratterizzata da una crescita improvvisa e particolarmente pericolosa delle acque. Secondo la spiegazione fornita, fenomeni di questo tipo interessano in genere corsi d’acqua minori e possono diventare molto rischiosi proprio perché arrivano in modo inatteso. Nel caso del Nepal settentrionale, la piena sarebbe stata innescata in alta montagna e avrebbe poi percorso decine di chilometri, raggiungendo villaggi, infrastrutture e strade lungo il sistema del Bhotekoshi e nelle zone più a valle.

Le informazioni disponibili descrivono una situazione in rapida evoluzione anche sul fronte delle vittime e dei dispersi. Un dato pubblicato dal Kathmandu Post indicava almeno 22 morti e 384 persone non contattabili, tra cui 291 cittadini stranieri e 32 membri delle forze di sicurezza. Un successivo rapporto attribuito alla Polizia ha invece indicato almeno 95 vittime e più di 400 dispersi. Tra gli stranieri irreperibili vengono citati cittadini provenienti da India, Australia, Paesi Bassi, Sudafrica e Regno Unito, mentre le operazioni di verifica risultano rese più difficili dai danni alle vie di comunicazione e dalle interruzioni provocate dalla piena.

Italiani bloccati e strade invase dal fango dopo l’alluvione

La Farnesina ha fatto sapere che nella regione risultano circa 90 italiani registrati. Due di loro sono rimasti bloccati insieme alla propria guida a monte della frana che ha interrotto una strada, ma sono in buone condizioni e mantengono i contatti con il Ministero degli Esteri. L’alluvione in Nepal ha infatti colpito direttamente anche la rete stradale, rendendo impossibili alcuni spostamenti e isolando temporaneamente chi si trovava lungo i collegamenti interessati dalla piena. Il fango trasportato dal fiume ha invaso le carreggiate, mentre l’esondazione ha impedito in diversi punti sia di proseguire sia di tornare indietro.

Una testimonianza diretta arriva da Giovanni Fassini, bresciano, che stava viaggiando in autobus da Pokhara verso Kathmandu, dove avrebbe dovuto prendere il volo per rientrare in Italia. Fassini ha raccontato di essere rimasto bloccato sul bus per circa dieci ore dopo che la strada era stata interrotta. Secondo il suo racconto, il mezzo era stato fermato perché era già arrivata la segnalazione dell’imminente piena e, pochi minuti dopo, l’acqua è effettivamente sopraggiunta provocando gravi danni. Nel frattempo il fiume era esondato e aveva riempito di fango l’intera strada, rendendo impossibile sia avanzare verso Kathmandu sia tornare indietro lungo il percorso già compiuto.

La piena del Bhotekoshi e i danni tra Nepal e Tibet

L’elemento centrale dell’emergenza resta la rapidità con cui la piena ha attraversato il territorio al confine tra Nepal e Tibet. L’acqua ha sommerso villaggi e strade, distrutto ponti e colpito aree poste anche a decine di chilometri dal punto in cui il fenomeno sarebbe stato innescato. La possibile relazione tra terremoto, frana e successiva alluvione-lampo viene indicata come spiegazione dell’improvvisa massa d’acqua che ha raggiunto Rasuwa e le zone più a valle. Le conseguenze osservate sul terreno comprendono infrastrutture interrotte, collegamenti stradali bloccati, persone isolate e un numero elevato di dispersi, mentre i diversi aggiornamenti disponibili mostrano come il bilancio sia cambiato nel corso della giornata.

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