Beccalossi, dal coma alla riabilitazione: la battaglia dell’ex centrocampista dell’Inter
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Redazione Sport
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Quarantasette giorni sospesi tra la vita e la morte, un risveglio inaspettato e ora la lunga strada della riabilitazione. È la storia di Evaristo Beccalossi, ex centrocampista dell’Inter, colpito da un’emorragia cerebrale lo scorso 9 gennaio mentre si trovava nella sua abitazione. Un amico, arrivato per accompagnarlo a Pavia, lo ha trovato in stato confusionale: «Parlava, ma le sue frasi non avevano sempre un senso», racconta al Corriere della Sera la moglie Danila, che insieme alla figlia Nagaja non lo ha mai lasciato solo.
I medici, fin dai primi momenti, non hanno nascosto la gravità della situazione. «Ci dissero chiaramente che non sapevano se sarebbe arrivato al giorno dopo», ricorda Danila, descrivendo l’angoscia di quelle settimane in cui Beccalossi, oggi 69enne, ha lottato contro un coma profondo. Il risveglio, arrivato il 27 febbraio, ha segnato solo l’inizio di un nuovo capitolo, fatto di terapie e piccoli progressi.
Nonostante le difficoltà, l’ex calciatore – protagonista negli anni ’70 e ’80 con la maglia nerazzurra – dimostra una tenacia che non ha perso neppure fuori dal campo. Segue le partite dell’Inter sul telefono, mantenendo un legame con il mondo che ha sempre fatto parte della sua vita. Gli ex compagni, con cui è in contatto quotidiano, sono tra i suoi più grandi sostenitori.




