La Russia annuncia contromisure alle nuove sanzioni Ue, mentre proseguono gli scambi di prigionieri e salme
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto tra Russia e Ucraina entra in un nuovo giorno di tensione, Mosca ha dichiarato che risponderà con misure difensive e contromisure al diciottesimo pacchetto di sanzioni imposto dall’Unione Europea. Lo ha affermato il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko, citato dall’agenzia Tass, precisando che «dovremo vedere quali sanzioni hanno escogitato», ma che la reazione sarà coerente con quelle già adottate in passato. «Con quelle sanzioni, spesso si danno la zappa sui piedi, a volte anche di più», ha aggiunto, sottolineando l’impatto che tali misure potrebbero avere sugli stessi Paesi europei.
Intanto, il presidente Vladimir Putin ha ribadito la necessità di potenziare rapidamente le capacità militari delle forze di terra russe, definendolo un passo cruciale per garantire lo sviluppo futuro dell’esercito. Le sue parole, pronunciate durante una riunione sul programma di armamenti statale, arrivano mentre nuovi raid colpiscono il fronte: a Kharkiv, un attacco con droni kamikaze ha causato il ferimento di dodici persone, confermando la costante escalation di violenza.
Sul fronte diplomatico, però, si registra un passo in avanti: Russia e Ucraina hanno avviato lo scambio delle salme dei soldati caduti, con Mosca che ha già restituito 1.212 corpi a Kiev. A riferirlo è stato il negoziatore russo Vladimir Medinsky, che ha anche annunciato l’inizio degli «scambi sanitari» per i prigionieri gravemente feriti o malati, operazione che dovrebbe partire già da oggi.
Le nuove sanzioni europee, intanto, prendono di mira non solo il settore energetico russo – con particolare attenzione a Nord Stream e alle cosiddette «flotte ombra» utilizzate da Mosca per eludere le restrizioni – ma potrebbero avere ripercussioni anche sui mercati internazionali del gas. Sebbene l’Italia abbia diversificato le proprie fonti di approvvigionamento, come sottolineato da Erminia Voccia di Gazprom, questa mossa non garantirebbe una protezione totale da eventuali picchi dei prezzi in caso di riduzioni dell’offerta.




