Bassetti: «Febbre del Nilo è endemica, i medici devono riconoscerla»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il virus West Nile, ormai radicato in Italia, rappresenta una minaccia sempre più concreta, come sottolinea Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. «Non si può più considerare un’emergenza sporadica», avverte lo specialista, evidenziando come l’arbovirus abbia assunto caratteristiche endemiche, con focolai che si ripetono annualmente e un impatto sanitario significativo, soprattutto tra gli anziani e i soggetti immunocompromessi.

Proprio nei giorni scorsi, una donna di 82 anni è deceduta nell’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, in provincia di Latina, dopo essere stata ricoverata il 14 luglio scorso con febbre alta e stato confusionale. Si tratta della prima vittima accertata del 2025, ma non dell’unico caso grave: due pazienti, già affetti da altre patologie, versano in condizioni critiche al Santa Maria Goretti di Latina, mentre altri quattro contagiati mostrano segni di miglioramento.

Il ministero della Salute, attraverso Maria Rosaria Campitiello, a capo del Dipartimento di Prevenzione, ha confermato l’attivazione delle misure previste dal Piano Nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025. «Il monitoraggio è costante», ha precisato Campitiello, «in coordinamento con la Regione Lazio, l’Istituto Superiore di Sanità e i centri nazionali Sangue e Trapianti». Se l’andamento epidemiologico rimane in linea con gli anni precedenti, la diffusione del virus – trasmesso principalmente attraverso le zanzare del genere Culex – impone una maggiore attenzione da parte sia delle autorità sanitarie sia dei medici territoriali.

I sintomi, spesso sottovalutati, possono variare da forme lievi simil-influenzali a encefaliti o meningiti, con esiti fatali nel 10% dei casi più gravi. Bassetti insiste sulla necessità di una diagnosi tempestiva: «Serve formazione specifica per riconoscere i segnali, evitando ritardi che potrebbero rivelarsi letali». Intanto, nel Lazio, dove si concentrano sette degli ultimi casi registrati, le Asl hanno intensificato le disinfestazioni, mentre online crescono le ricerche su sintomi e terapie.

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