La traccia sul rispetto conquista i maturandi, mentre Pasolini divide

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La prima prova scritta dell’esame di maturità 2025 ha rivelato una preferenza netta tra i 524mila candidati: il 40,3% ha scelto di sviluppare la traccia dedicata al “rispetto”, parola dell’anno secondo Treccani e al centro di una riflessione di Riccardo Maccioni pubblicata su Avvenire lo scorso dicembre. Un dato che, rispetto al 15,4% ottenuto dalla seconda opzione più gettonata – quella sull’indignazione come motore dei social, firmata da Anna Meldolesi e Chiara Lalli – assume quasi i contorni di un plebiscito.

Mentre gli studenti trevigiani, intervistati all’uscita dalle rispettive scuole, si preparano alla seconda prova – diversa per ogni indirizzo –, emerge un quadro variegato sulle altre tracce proposte. Quella dedicata a Paolo Borsellino, con un focus sul suo messaggio alle nuove generazioni e sull’impegno civile, è stata particolarmente apprezzata, soprattutto a Cremona, dove il lavoro didattico su questi temi prosegue da anni. Altri, invece, hanno affrontato il Gattopardo o il ruolo dei social network, ma è la traccia su Pier Paolo Pasolini a suscitare reazioni contrastanti.

Al liceo Galvani di Bologna, dove lo stesso Pasolini studiò, diversi maturandi hanno ironizzato sulla scelta del ministero: «Non l’abbiamo approfondito abbastanza», hanno ammesso alcuni, confessando di averlo scoperto «per caso su TikTok». Un paradosso, considerando che l’autore è parte integrante del Novecento letterario, ma che riflette le lacune di un programma scolastico sempre più compresso.

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