Torino, le tracce del tema d’italiano spiazzano i maturandi: Pasolini e il Gattopardo lasciano a bocca asciutta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il «toto-tema», che ogni anno tiene con il fiato sospeso migliaia di studenti in attesa della prima prova dell’esame di maturità, questa volta ha fallito. A Torino, come nel resto d’Italia, le sette tracce proposte dal ministero dell’Istruzione hanno sorpreso i 33.284 maturandi piemontesi, di cui circa 8 mila nella sola città. Se molti si aspettavano un’analisi su Montale o D’Annunzio, magari abbinati a temi di attualità come l’intelligenza artificiale o i conflitti globali, a uscire sono stati invece il giovane Pasolini e Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Scelte che, nonostante la loro rilevanza letteraria, sono state snobbate dalla maggior parte degli studenti, persino al classico.

La reazione degli alunni, soprattutto quelli del liceo Galvani di Bologna – lo stesso frequentato da Pasolini – è stata di ironica frustrazione. «Non arriviamo fino a lì con il programma», hanno commentato alcuni all’uscita da scuola, ammettendo di non aver approfondito l’autore se non per caso, magari attraverso qualche video su TikTok. Un dato che solleva interrogativi sull’effettiva copertura dei programmi scolastici, spesso costretti a sacrificare autori fondamentali per mancanza di tempo.

Anche ad Ancona la situazione non è stata diversa. Nonostante Pasolini, di cui quest’anno ricorrono i cinquant’anni dalla morte, fosse tra i papabili nelle previsioni online, pochi hanno osato affrontare un tema su di lui o su Il Gattopardo. La motivazione? Sempre la stessa: molti non li conoscevano affatto, altri li avevano solo sfiorati durante l’anno.

A salvare la giornata, però, ci ha pensato la traccia dedicata a Paolo Borsellino, la più gettonata in diverse città. La citazione del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992, un invito all’impegno civile e alla lotta contro la criminalità organizzata, ha offerto agli studenti l’occasione per riflettere su temi più vicini alla loro sensibilità. Un segnale che dimostra come, nonostante le lacune su alcuni autori, nelle scuole si continui a lavorare su questioni cruciali per la formazione delle nuove generazioni.

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