L'Europa affronta sfide legate al terrorismo e all'immigrazione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nel cuore dell'Europa, a Lussemburgo, si è tenuta una riunione di grande rilevanza per il futuro dell'area Schengen. Le tensioni e le preoccupazioni dei ministri dell'Interno europei sono aumentate in modo significativo, con l'ombra del terrorismo e il conflitto in corso in Medio Oriente che gettano un'ombra inquietante sul futuro dell'accordo di Schengen.

Germania e Austria hanno dichiarato che "l'accordo di Schengen non è morto ma è rotto," sollevando preoccupazioni legate al ritorno del controllo delle frontiere e alla minaccia che il deterioramento della situazione in Medio Oriente rappresenta per l'Europa.

Mentre si moltiplicano gli attacchi di matrice islamica e sale la psicosi attentati, l'Unione europea pensa bene di stigmatizzare la decisione di nove Paesi membri, tra cui l'Italia, di blindare le proprie frontiere. Evidentemente, l'obiettivo di limitare i rischi, impedendo il transito all'interno dello spazio comune di potenziali terroristi, per gli euroburocrati può passare in secondo piano. I controlli ai confini "danneggiano la libertà di circolazione".

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