L’inferno di caldo sui binari: 400 passeggeri bloccati sul Italo a Reggio Emilia
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Redazione Interno
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Erano le 16.48 di un pomeriggio di fine maggio quando, nei pressi di Reggio Emilia, un treno Italo dell’alta velocità diretto a Roma si è fermato per un guasto meccanico. Il convoglio, il 9987 partito da Milano Centrale alle 15.21, si è immobilizzato in località Casaloffia, tra Sant’Ilario e Campegine, e da quel momento, per i quasi cinquecento passeggeri a bordo, è cominciata un’odissea fatta di afa, porte bloccate e attesa senza fine.
La temperatura esterna, già elevata per il periodo, non era però il problema principale: dentro i vagoni, a causa del guasto che aveva spento il sistema di climatizzazione, il termometro è rapidamente salito fino a raggiungere, secondo alcune testimonianze, i 40 gradi.
Un’ora e mezza di afa e porte blindate
La società Italo ha confermato l’accaduto, ma mentre i tecnici cercavano di risolvere il malfunzionamento, la situazione a bordo si faceva progressivamente più critica. L’interruzione di corrente, o il problema tecnico che l’aveva generata, non aveva solo spento l’aria condizionata, ma aveva anche inibito l’apertura automatica delle porte, trasformando le carrozze in trappole roventi.
I finestrini, tipici dei treni ad alta velocità, non sono apribili; questa caratteristica costruttiva ha impedito qualsiasi ricambio d’aria naturale, aggravando la sensazione di oppressione tra i viaggiatori. Se da un lato alcuni passeggeri hanno tentato di mantenere la calma, distribuendo l’acqua che avevano a chi ne era sprovvisto, dall’altro il personale di bordo – elogiato in seguito per la sua professionalità – ha dovuto gestire i primi malori tra gli ospiti del treno.
L’intervento dei soccorsi e i primi malori
Sul posto sono quindi intervenuti i sanitari del 118, con ambulanze e un’automedica, affiancati dai vigili del fuoco e dalla polizia ferroviaria. La priorità era duplice: prestare soccorso a chi accusa i sintomi della congestione o del colpo di calore – lievi malori senza conseguenze grafi, hanno precisato le fonti sanitarie – e trovare un modo per evacuare il treno. L’apertura meccanica delle porte, operata dai pompieri, ha finalmente permesso di far affluire un po’ d’aria fresca e di preparare il trasbordo dei passeggeri.
L’operazione, complessa e delicata, ha preso il via intorno alle 18.30. Un secondo convoglio Italo, arrivato in soccorso, ha affiancato il treno guasto, permettendo ai 437 (o 450, a seconda delle stime) viaggiatori di lasciare finalmente quello che molti hanno definito un “forno” per proseguire il viaggio verso la Capitale intorno alle 19.30.
Un disservizio a catena e le coperture economiche
L’impatto del guasto non si è limitato ai soli passeggeri del 9987. L’alta velocità, in entrambe le direzioni, ha subito pesanti ripercussioni; diversi treni sono stati deviati sulla linea convenzionale, accumulando ritardi che hanno toccato anche i 60 minuti per i collegamenti in partenza o in arrivo sulla direttrice Bologna-Milano. Per quanto riguarda le conseguenze economiche del disservizio, l’azienda ha ufficializzato un piano di rimborsi e indennizzi.
I passeggeri coinvolti hanno diritto a un indennizzo pieno del 100% del costo del biglietto, erogato sotto forma di voucher (un buono per viaggi futuri), al quale si aggiunge un rimborso in denaro pari al 50% del prezzo pagato.




