Tolleranza del 5% tra Pos e scontrini: la verifica del Fisco è giornaliera, non mensile
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Redazione Economia
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La franchigia del 5% introdotta dal decreto Omnibus per gli scostamenti tra pagamenti elettronici e corrispettivi telematici non si calcola su base mensile, ma giornaliera. La verifica dell'Agenzia delle entrate si azzera ogni sera alla chiusura di cassa e non è possibile compensare le giornate negative con quelle positive attraverso medie settimanali o trimestrali.
Come funziona il calcolo della soglia
Il parametro di confronto non è l'importo in euro, ma il numero delle operazioni. Occorre prendere i pagamenti elettronici registrati dal Pos che non risultano abbinati a uno scontrino fiscale, dividerli per il totale dei pagamenti Pos della giornata e moltiplicare per cento. Se il risultato resta al 5% o al di sotto, l'anomalia è considerata un errore formale e non scatta alcuna sanzione. Se si supera la soglia anche solo di un decimale, la protezione cade sull'intero blocco di irregolarità e si applicano le sanzioni ordinarie.
Il caso delle piccole attività
Il meccanismo penalizza le attività con volumi ridotti di transazioni. In un esercizio che effettua dieci pagamenti Pos al giorno, nove scontrini corretti producono un disallineamento del 10%, ben oltre la franchigia. La stessa percentuale di errore su cento operazioni resterebbe invece entro il limite. La soglia del 5% è stata introdotta dall'articolo 33 del decreto legislativo 148/2026 per evitare che problemi di connettività, errori umani o sviste operative generassero un'ondata automatica di verbali.
I dati sull'emersione
Nei primi nove mesi del 2026, dall'entrata in vigore dell'obbligo di collegamento tra registratori telematici e terminali Pos, i documenti commerciali trasmessi sono aumentati di circa 267,5 milioni di unità rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con una crescita dell'1,9%. L'imponibile, al netto di resi e annulli, è salito di circa 13,5 miliardi di euro, pari al 4,1% in più. I dati sono stati comunicati dall'Agenzia delle entrate alla Corte dei conti nell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica.
Il quadro sanzionatorio
Il mancato collegamento tra Pos e registratore telematico comporta una sanzione da 1.000 a 4.000 euro. Gli errori formali nella trasmissione dei dati dei pagamenti elettronici prevedono una multa di 100 euro per ciascuna operazione, entro un limite massimo di 1.000 euro per trimestre.
La Corte dei conti ha chiesto un'analisi a consuntivo sui dati delle liquidazioni periodiche Iva e delle dichiarazioni annuali per valutare l'efficacia effettiva della misura, non escludendo che una parte della crescita dell'imponibile possa derivare anche dalla dinamica dei consumi o dall'inflazione.
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