Bormio, Casse il più veloce nella seconda prova. Azzurri in trionfo, svizzeri in ombra
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Redazione Sport
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Nella cristallina luce che batte sul tracciato della Stelvio, induritosi ulteriormente dopo la prima prova e reso una lastra capace di regalare tempi più bassi di ben quattro secondi, il secondo appuntamento cronometrato con la discesa libera olimpica ha assunto i contorni di un messaggio chiaro, seppur ancora parziale. A lanciarlo, con la potenza del suo sci e una disinvoltura che ha fatto sorvolare persino su un salto di porta, è stato Mattia Casse, il quale, indossando il pettorale numero cinque, ha spinto al massimo per l’intera lunghezza del pendio fino a fermare il cronometro su un eccellente 1’52”85. Un tempo che, nonostante l’errore dopo il passaggio alla Carcentina, ha rifilato quasi due secondi al miglior degli svizzeri, Stefan Rogentin, e che ha fissato un riferimento di assoluto rilievo in vista della gara che assegnerà le medaglie.
Il dominio italiano sul ghiaccio di casa
La performance di Casse, per quanto spettacolare, non è rimasta un fatto isolato ma si è inserita in un quadro di dominio azzurro che ha visto, cosa ancor più significativa, occupare tutte e tre le posizioni del podio provvisorio. Alle sue spalle, infatti, si sono piazzati Florian Schieder e Giovanni Franzoni, a completare un tris che proietta la squadra italiana verso la competizione con una fiducia palpabile. Le prove, è ovvio, contano fino a un certo punto, soprattutto quando il programma ne prevede una terza la cui effettiva disputa sarà decisa solo in serata, e quando l’obiettivo vero si giocherà nella quarta giornata; eppure, trovare il giusto feeling su una pista perfettamente preparata, dimostrando di poterla interpretare con aggressività e controllo, rappresenta un capitale di ottimismo non trascurabile.
La strategia elvetica tra studio e riserbo
Dall’altra parte, il quadro che emerge dal campo svizzero appare volutamente opaco, segnato da una scelta tattica che sembra privilegiare lo studio analitico del tracciato alla ricerca di un riferimento cronometrico complessivo. Marco Odermatt, il grande favorito per le medaglie d’oro sia in Super G che in Discesa Libera, così come il suo compagno Dominik Paris, si sono infatti mantenuti deliberatamente in disparte, “nascosti” come riportano gli addetti ai lavori, spezzando la loro prova in settori e rinunciando a una lettura univoca della performance. Una scelta che, dopo il terzo posto di Odermatt a quattro decimi dalla vetta nella prova di ieri e il settimo e ottimo posto di altri due atleti elvetici, alimenta la curiosità per una possibile e temuta risposta nella gara che conterà davvero.
I segnali in attesa del verdetto
Quello che resta, dunque, dopo questa sessione sulla Stelvio velocissima, sono principalmente indicazioni di qualità più che numeri definitivi. I distacchi, se da un lato raccontano una giornata nettamente favorevole agli uomini del tecnico, dall’altro devono essere filtrati attraverso la lente di un approccio competitivo non omogeneo tra le squadre. Mentre gli azzurri hanno tirato senza riserve, alcuni dei loro principali avversari hanno optato per una sorta di passeggiata esplorativa, accumulando dati preziosi per la finale. Resta il fatto inoppugnabile che l’Italia, in casa, ha mostrato muscoli e temperamento, ponendosi come un blocco compatto e pericoloso; toccherà ora agli altri, nella quarta giornata di gare, dimostrare di aver saputo interpretare al meglio quelle stesse informazioni che, oggi, hanno preferito raccogliere piuttosto che contrastare apertamente.




