Rosatelli nel mirino per il corteo pro-Askatasuna, scontro politico a Torino
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Redazione Interno
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L'assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli si trova al centro di una bufera politica, criticato aspramente sia da una parte della minoranza che da alcuni settori della sua stessa maggioranza, per aver presenziato al corteo di sabato scorso in sostegno del centro sociale Askatasuna. Il primo a muovere un attacco diretto, definendosi "stupito" per quella presenza, è stato il capogruppo dei Moderati Simone Fissolo. Pur ammettendo, in un'argomentazione che cerca una difficile mediazione, di essere convinto che Rosatelli intendesse "domare la piazza" e difendere, con il suo carisma, l'operato dell'amministrazione, Fissolo ha però sottolineato come quell'intenzione sia risultata vana dinanzi agli insulti e alle scritte offensive rivolte al sindaco Stefano Lo Russo che hanno caratterizzato la manifestazione.
Una città divisa su due fronti opposti
La vicenda Askatasuna, che continua a infiammare il dibattito pubblico, sta palesando come due concezioni radicalmente opposte rischino, in un paradosso non privo di conseguenze, di condurre allo stesso esito, particolarmente preoccupante per una Torino attraversata da fragilità. La città, infatti, vive un momento complesso, segnato da un declino demografico marcato e dalla ricerca di una nuova identità capace di garantire un futuro economico al territorio. In questo contesto, il problema viene affrontato con linguaggi e visioni che appaiono inconciliabili, mentre alcuni osservatori, come il gruppo musicale Subsonica, hanno parlato di una percezione diffusa, in città, di "una pesante intrusione militarizzata" legata proprio alle operazioni di sgombero, distinguendo nettamente le esigenze dell'ordine pubblico dai fenomeni di desertificazione sociale che toccano l'anima complicata della metropoli.
Le accuse dure del ministro Zangrillo
Sul fronte istituzionale nazionale, le posizioni si sono irrigidite ulteriormente. Il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che è anche segretario piemontese di Forza Italia, ha usato toni durissimi, invitando il sindaco Lo Russo a "smetterla di raccontare balle sulle forze dell'ordine". Secondo l'esponente del governo, la realtà dei fatti sarebbe chiara: "Askatasuna è un centro dell'eversione, non si può dialogare con chi sfascia e viola la legge". Una presa di posizione netta che, d'altronde, prosegue da mesi e che va a colpire anche l'idea stessa di un patto di collaborazione tra amministrazione e centro sociale, visto come una linea inaccettabile.
Una frattura nella maggioranza e le richieste della minoranza
La partecipazione dell'assessore Rosatelli al corteo, dunque, ha agito da detonatore, evidenziando crepe non solo tra maggioranza e opposizione ma all'interno dello stesso schieramento che sostiene la giunta. La frattura tra una visione che cerca spazi di mediazione, per quanto controversi, e una che impone una linea di piena legalità senza trattative, è ormai palese. La minoranza, dal canto suo, ha colto l'occasione per alzare il tiro, chiedendo apertamente al sindaco Lo Russo di revocare all'assessore le sue deleghe, considerando la sua presenza a quella manifestazione incompatibile con il ruolo istituzionale che ricopre. La questione, che trascende il singolo episodio, rimette al centro il delicatissimo rapporto tra politica, gestione del dissenso e coesione sociale in una fase di transizione per Torino.




