Rosatelli nel mirino dopo il corteo per Askatasuna, mentre la maggioranza si incrina

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La partecipazione dell’assessore alle Politiche Sociali, Jacopo Rosatelli, al corteo di sabato in sostegno del centro sociale Askatasuna ha innescato un fuoco di fila politico, che dalla minoranza si è rapidamente esteso alle file stesse della maggioranza di governo. A lanciare la prima freccia, definendosi «stupito» per la presenza del delegato in quella manifestazione, è stato il capogruppo dei Moderati, Simone Fissolo, il quale, pur avanzando l’ipotesi che Rosatelli intendesse «domare la piazza» con il suo «riconosciuto carisma», ne ha contestato l’efficacia alla luce degli «insulti e delle scritte che offendevano il sindaco». Una presa di posizione netta, quella di Fissolo, che ha trovato immediato sostegno nei colleghi di DemoS, creando una crepa significativa all’interno del campo che sostiene l’amministrazione guidata da Stefano Lo Russo.

Le polemiche dalla piazza al talk show

La querelle politica si inserisce in un clima già surriscaldato dalle vicende legate allo storico spazio occupato, sgomberato dalle forze dell’ordine lo scorso novembre dopo quasi trent’anni a seguito di accertamenti sull’inagibilità dell’immobile e sulla presenza di alcuni attivisti. Le tensioni, del resto, non hanno riguardato solo le strade o le aule del consiglio comunale, ma si sono riversate anche nei salotti televisivi. Durante una puntata del programma “Quarta Repubblica”, infatti, si è consumato un aspro scontro tra il direttore Tommaso Cerno e il professor Angelo d’Orsi, membro del comitato di garanzia del centro, il quale, pur senza negare episodi di violenza verificatisi in quel trentennio, ne ha sostenuto la marginalità rispetto ai presunti benefici apportati al quartiere, scatenando una vivace polemica.

L’inchiesta sugli scontri e la linea del sindaco

Sul versante giudiziario, procedono le indagini in merito ai disordini verificatisi in occasione della manifestazione di dicembre, per i quali la polizia ha già segnalato in stato di libertà i primi tre soggetti. Va specificato, però, che gli inquirenti non hanno ancora chiarito il preciso coinvolgimento degli stessi in atti vandalici o in aggressioni, trattandosi di una denuncia a seguito di un blitz operativo poche ore dopo gli eventi. Una situazione complessa, che il primo cittadino ha affrontato con un intervento in consiglio comunale durato oltre venti minuti, sintetizzabile in una posizione ferma e senza ripensamenti: «Non ho rimpianti: lo rifarei», ha dichiarato Lo Russo, riferendosi alla decisione di procedere allo sgombero, pur invitando nel contempo ad «abbassare i toni per il bene della città».

La richiesta di revoca delle deleghe

L’ondata di critiche, tuttavia, non accenna a placarsi e punta dritta alla tenuta politica dell’assessore Rosatelli. La sua scelta, giudicata da molti avversari e da alcuni alleati come una legittimazione di una piazza che ha vilipeso il sindaco, ha portato a richieste esplicite affinché gli vengano tolte le deleghe. Una richiesta che, se formalizzata, metterebbe a dura prova gli equilibri di governo, evidenziando come la vicenda Askatasuna, al di là degli aspetti giudiziari e di ordine pubblico, continui a rappresentare un banco di prova delicatissimo per la coesione della maggioranza e per le sue scelte in materia di sicurezza e di gestione del conflitto sociale.

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