Leone XIV rinnova l’appello alla pace: "Il disarmo è un progetto morale"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Mentre il conflitto tra Iran e Israele continua a inasprirsi, con tensioni che minacciano di sfociare in un’escalation nucleare, Leone XIV ha scelto di rompere il silenzio con un messaggio inequivocabile: «Le potenti armi usate nella guerra odierna rischiano di trascinarci in una barbarie peggiore di quella del passato». Parole nette, quelle del pontefice, pronunciate durante un’intervista rilasciata al Tg1 al termine di una visita improvvisa al Centro della Radio Vaticana a Santa Maria di Galeria. «La situazione è gravissima», ha aggiunto, sottolineando come il disarmo non sia solo una questione politica, ma «un dovere etico».
L’intervento del papa arriva in un momento in cui il Medio Oriente, già lacerato da decenni di violenze, sembra precipitare in una spirale senza via d’uscita. «Mettiamoci insieme a cercare soluzioni», ha esortato Leone XIV, ricordando che «ci sono troppi innocenti che muoiono, mentre pochi traggono vantaggio dai conflitti». Un richiamo al dialogo che non è nuovo, ma che assume un peso particolare ora che Donald Trump, da poco reinsediato alla Casa Bianca, potrebbe influenzare gli equilibri geopolitici con mosse imprevedibili.
Già durante l’Angelus del 15 giugno, tre giorni dopo l’attacco israeliano all’Iran, il pontefice aveva accennato a un «rovesciamento di prospettiva» necessario per affrontare le crisi globali. Un approccio che, come osservato da alcuni analisti, sembra richiamare la tradizione evangelica dell’attenzione agli ultimi. «Le guerre dimenticate», ha aggiunto Leone XIV, «creano periferie di sofferenza dove i migranti diventano vittime due volte: della violenza e dell’indifferenza».




