Fifa, il progetto per un Mondiale ogni due anni e l'addio del principale consigliere di Infantino
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Redazione Sport
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La polemica interna alla Fifa non accenna a placarsi, anzi, si arricchisce di nuovi e significativi capitoli proprio mentre il presidente Gianni Infantino spinge con sempre maggiore determinazione verso una riforma epocale del calendario calcistico internazionale.
Nonostante le resistenze, che si fanno sempre più aspre e compatte, provenienti dai tre principali baluardi del potere calcistico mondiale, ovvero Uefa, Concacaf e Afc, il progetto di un Mondiale a 64 squadre disputato ogni due anni torna a essere oggetto di discussione, alimentando un dibattito che sembra ormai aver superato i confini del merito sportivo per approdare a quelli, ben più scivolosi, degli interessi economici e degli assetti di potere.
La proposta, che nelle intenzioni del suo principale artefice dovrebbe rivoluzionare il volto del calcio per club e nazionali, si inserisce in un disegno più ampio, che prevede la creazione di una nuova entità societaria denominata Fifa Football Enterprise.
Il piano da 60 milioni e la nuova società
Il fulcro del progetto, così come anticipato dal quotidiano britannico Times che per primo ha gettato luce sui dettagli del dossier, ruota attorno alla figura di Infantino, il quale si immaginerebbe ormai nei panni di una sorta di "commissioner" della neonata società, una figura che, di fatto, accentrerebbe nelle proprie mani le leve commerciali e organizzative della federazione internazionale.
L'ambizione, insomma, non sarebbe quella di limitarsi a presiedere un ente sportivo, ma quella di guidare una macchina finanziaria dal potenziale smisurato, capace di attrarre investimenti privati su larga scala; un ruolo, questo, che secondo le stime riportate potrebbe garantire al numero uno della Fifa un compenso annuo da capogiro, pari a circa 60 milioni di dollari, una cifra che lo collocherebbe di diritto tra i dirigenti sportivi più pagati al mondo, al pari, quasi, dei calciatori più celebri.
La Fifa Football Enterprise rappresenterebbe insomma la holding attraverso la quale veicolare tutte le operazioni di marketing, diritti televisivi e sponsorizzazioni legate alle prossime edizioni della Coppa del Mondo, con l'obiettivo dichiarato di massimizzare i profitti e rendere la competizione più redditizia che mai, anche a costo di stravolgerne la periodicità e la formula attuale.
Le dimissioni di Cordeiro, un addio che pesa
A gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche interne è stata, nelle ultime ore, la decisione di Carlos Cordeiro, il principale consigliere di Infantino, di rassegnare le proprie dimissioni con effetto immediato. Cordeiro, che tra gli altri incarichi ha ricoperto il ruolo di rappresentante della Fifa nella task force della Casa Bianca per l'organizzazione del Mondiale 2026, è una figura di spicco nel panorama calcistico statunitense e internazionale, avendo anche presieduto la Federcalcio degli Stati Uniti fino al 2020.
La sua uscita di scena, però, non è maturata per divergenze di natura personale o per motivazioni legate alla gestione ordinaria, bensì per una profonda contrarietà di principio al progetto voluto da Infantino, in particolare per quanto concerne l'apertura della Fifa ai capitali privati.
L'idea di vendere quote delle prossime edizioni del Mondiale a investitori esterni, insomma, è apparsa a Cordeiro come una deriva pericolosa, tanto che lo stesso, nel comunicare la sua decisione, avrebbe espresso il timore che l'iniziativa del presidente potesse rivelarsi un male per l'intero movimento calcistico, minandone l'equilibrio e l'integrità.
Le critiche di Uefa e Asia e la replica della Fifa
Le dimissioni di Cordeiro, che è anche un banchiere di professione avendo lavorato per Goldman Sachs, arrivano in un clima di crescente tensione con le federazioni continentali, che vedono nel progetto di Infantino una minaccia alla loro egemonia e ai loro introiti.
Le critiche più dure, in particolare, sono giunte dall'Uefa e dalle federazioni asiatiche, le quali hanno apertamente attaccato l'ingresso di capitali privati nel Mondiale, temendo che una simile operazione possa snaturare la competizione e favorire esclusivamente gli interessi della Fifa a discapito di quelli dei campionati nazionali e delle altre manifestazioni internazionali.
Nonostante il fronte del dissenso si vada facendo sempre più ampio e compatto, la Fifa ha tuttavia fatto sapere, attraverso una nota ufficiale, di voler proseguire senza tentennamenti il suo percorso di consultazione con gli stakeholder, ribadendo la natura aperta e democratica del confronto.
Nella nota, la Federazione ha inoltre precisato che il piano di consultazione, già pianificato da tempo, era stato interrotto da quelle che ha definito "notizie di stampa non corrette", sottolineando però la ferma intenzione di andare avanti per garantire a chiunque la possibilità di esprimere il proprio voto basandosi esclusivamente sui fatti e non sulle voci circolate negli ultimi giorni.
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