Rapina al Credit Agricole di Napoli, ostaggi liberati dai carabinieri: sei in ospedale per lo choc

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La mattinata del 16 aprile ha portato una scia di tensione in piazza Medaglie d’Oro, a Napoli, dove una rapina ai danni della filiale del Credit Agricole si è trasformata in un sequestro di persone con barricate. Alcuni malviventi – secondo le prime ricostruzioni forse armati – sono penetrati nell’istituto bancario situato tra i quartieri Arenella e Vomero, trattenendo all’interno clienti e dipendenti. L’operazione criminale, che inizialmente sembrava limitata a un assalto tradizionale, ha presto assunto i contorni di un vero e proprio braccio di ferro con le forze dell’ordine, tanto che i rapinatori si sono chiusi nella struttura insieme ai malcapitati.

L’intervento dei carabinieri e la liberazione degli ostaggi

Intorno alle 12.47, i carabinieri hanno fatto scattare il dispositivo di sicurezza, isolando l’intera area circostante per evitare rischi per i passanti e per consentire ai reparti speciali di agire senza interferenze. La loro azione, rapida e coordinata, ha portato alle 13.36 alla liberazione di tutte le persone trattenute. Nessun dettaglio è stato diffuso sulle modalità esatte dell’irruzione – un riserbo che lascia intendere la delicatezza dell’operazione – ma il lieto fine, dal punto di vista della salvezza degli ostaggi, è stato comunque raggiunto in meno di un’ora dall’inizio dell’assalto.

Sei persone hanno chiesto cure mediche, nessuna ferita grave

All’indomani della liberazione, l’attenzione si è spostata sulle condizioni fisiche e psicologiche di chi ha vissuto quelle ore di terrore. Sei persone, stando ai primi referti, hanno fatto ricorso a cure ospedaliere; le loro condizioni non sono state giudicate gravi. Da fonti investigative – che hanno parlato con alcuni dei presenti – emerge che i malori e i sintomi accusati sarebbero riconducibili esclusivamente alla paura: attacchi di panico, crisi di ansia e mancamenti dovuti allo stress estremo della situazione. Nessuno ha riportato ferite da arma da fuoco o da contusioni violente, circostanza che esclude, almeno per ora, l’uso effettivo delle armi eventualmente in possesso dei rapinatori.

Le indagini e il profilo dei malviventi ancora da chiarire

Sul posto sono ancora al lavoro gli investigatori dell’Arma, che stanno raccogliendo testimonianze e visionando i filmati degli impianti di videosorveglianza interni ed esterni alla banca. L’obiettivo primario è risalire all’identità dei responsabili e capire se si sia trattato di un gruppo organizzato o di un’iniziativa improvvisata. Al momento, non sono state diffuse informazioni sul numero esatto dei rapinatori né sulla loro fuga – se già avvenuta – o su eventuali arresti. Le autorità mantengono il massimo riserbo, limitandosi a confermare che nessuno degli ostaggi ha subito violenze fisiche durante il sequestro lampo. L’intera vicenda, insomma, resta avvolta in più di un alone di mistero, mentre i sei ricoverati vengono tenuti in osservazione per accertare che lo choc non abbia conseguenze più serie nel breve termine.

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