La famiglia nel bosco, il compleanno di Nathan e la bufera sulla psicologa: “Ora chiediamo la sua ricusazione”
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Redazione Interno
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Indossa un maglione a righe orizzontali, bianche e nere, quello che si tiene per le giornate importanti o per quelle in cui sai che ti guarderanno tutti, Nathan Trevallion, e cammina sullo sterrato che porta a quella che era la sua casa, il “tugurio fatiscente” come l’hanno definita, per venire incontro a chi gli chiede come va. Compie cinquantadue anni, oggi, e il sorriso che regala è dolce, ma la voce no, perché quando valuti la tua vita da zero a dieci, ti senti di rispondere: «Zero. È il momento più difficile della mia vita». Il regalo più bello, dice, sarebbe potersi sedere accanto ai suoi tre figli – quei bambini che ora vivono in una casa famiglia a Vasto, lontani da quel bosco – e poter passare del tempo con loro, semplice, senza quel conto alla rovescia che ti segna l’ora della separazione. L’incontro è durato un’ora e mezza, l’autorizzazione c’era, e loro, i piccoli, quando lo vedono sono sempre contenti, ma poi arriva il momento di andare via e lì, spiega Nathan, diventa tutto molto difficile.
Intorno a questa vicenda, che già di per sé porta con sé il peso di un dolore familiare profondo e di una separazione che sembra non trovare pace, si sta consumando un’altra battaglia, tutta interna ai meccanismi dell’inchiesta giudiziaria. La difesa della famiglia, rappresentata dagli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, ha infatti deciso di alzare il tiro e di presentare un’istanza di ricusazione. Nel mirino è finita Valentina Garrapetta, una psicologa, classe 1995, che era stata scelta come ausiliaria dalla consulente tecnica d’ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli, per svolgere i test psicodiagnostici sui genitori e, nei prossimi giorni, anche sui minori -1. Il motivo di questa richiesta, che rischia di gettare un’ombra pesante sull’intera perizia, risiede in alcune tracce digitali, in post pubblicati sui social network tra novembre e dicembre, nei quali la dottoressa Garrapetta avrebbe espresso giudizi tutt’altro che imparziali sulla famiglia che ora si trova a dover valutare.
“Sante parole” e like social: il fascicolo della discordia
I legali, supportati dalla consulenza dello psichiatra Tonino Cantelmi, hanno scavato nel profilo Facebook della professionista e ne hanno tratto materiale che, a loro avviso, dimostrerebbe una chiara preclusione nei confronti di Nathan e Catherine. La psicologa avrebbe condiviso e commentato articoli e riflessioni di terzi, usando espressioni come “Sante parole” in calce a un post che parlava della vicenda in termini duri, descrivendo la casa nel bosco come un casolare offerto gratis a chi, secondo quella narrazione, aveva avanzato richieste economiche ai servizi sociali. In un’altra condivisione, compariva una frase che invitava a lasciare lavorare in pace il tribunale e gli assistenti sociali, definendo “cialtroni” coloro che li criticavano -1. Non solo: tra le tracce recuperate ci sarebbero anche citazioni colte, usate però per commentare il caso, come quella di Wittgenstein su ciò di cui non si può parlare, dove si deve tacere. Un modo, secondo la difesa, per schierarsi apertamente contro lo stile di vita della famiglia anglo-australiana e a favore delle istituzioni che ne hanno disposto l’allontanamento. La Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, è intervenuta sulla questione con una nota chiara: se una professionista ha già manifestato pubblicamente un orientamento pregiudiziale, viene meno quel requisito di imparzialità che è il pilastro di qualsiasi valutazione tecnica in un ambito delicato come quello che riguarda la vita di tre bambini -3-6.
Non è solo una questione di opportunità o di equilibrio. La difesa contesta anche la scarsa esperienza della dottoressa Garrapetta, iscritta all’albo da poco più di tre anni, un elemento che, a loro dire, non rispetterebbe i requisiti di speciale competenza richiesti per operare in ambito minorile, dove la normativa parlerebbe di cinque anni di esperienza documentata -4. Il dubbio che i legali sollevano, e che hanno messo nero su bianco nell’istanza depositata al Tribunale dei minori dell’Aquila, è che la giovane età professionale e quei post così poco neutrali possano aver già compromesso la serenità del giudizio. Lo psichiatra Cantelmi, che segue la famiglia, è netto nel definire l’accaduto una grave violazione deontologica, annunciando non solo la richiesta di ricusazione della testista, ma anche un esposto all’Ordine degli Psicologi. A far discutere è anche la posizione della consulente titolare, Simona Ceccoli: la domanda che in molti si pongono, e che emerge dalle carte, è se fosse a conoscenza di queste “amicizie” digitali e di questi orientamenti quando ha scelto la sua collaboratrice -7.
Il peso di un compleanno e i costi per il piccolo comune
Mentre la macchina della giustizia processa se stessa e i suoi ingranaggi, Nathan Trevallion vive il suo cinquantaduesimo compleanno lontano dai figli e con il pensiero fisso a loro. Qualcuno, nel frattempo, cerca di stargli vicino: Leonora Carusi, la proprietaria del bed & breakfast dove l’uomo dorme in attesa che il rudere nel bosco venga ristrutturato, gli ha regalato un quadro dipinto da lei, che ritrae i suoi tre bambini, due gemelli di quasi sette anni e una bimba di otto -4. Piccoli gesti di solidarietà che cercano di lenire una ferita che appare sempre più profonda. Sullo sfondo, ma con un peso che si fa concreto, ci sono anche i conti. Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Rosario Masciulli, ha lanciato un allarme che riguarda la collettività: il Comune, con i suoi 850 abitanti, sta spendendo circa settemilacinquecento euro al mese per l’ospitalità dei minori e della madre nella casa famiglia. Una cifra che, se il protrarsi della situazione dovesse andare avanti a lungo, rischia di mettere in seria difficoltà i bilanci dell’ente locale, già costretto a ottemperare a un provvedimento dell’autorità giudiziaria senza poter intervenire -3. La situazione, insomma, è un groviglio in cui si intrecciano il dolore privato di un padre, le strategie processuali dei legali, la bufera mediatica attorno a una giovane professionista e le ricadute economiche su una piccola comunità.




